
* 7 ore di treno in 2 giorni.
* Pensieri sparsi.
* Voglio un luogo dove non mi senta più inadeguata. Dove quello che faccio non sia troppo o troppo poco.
* Sono sempre stata un’anima inquieta. Mi parli e ti ascolto a metà . Sto in silenzio e passo già al pensiero successivo. E non puoi fermarmi. Tenere statica un’idea dentro di me.
* Il tempo dentro il treno è dilatato. Non importa che ore siano, c’è sempre qualcuno che sonnecchia su poltrone scomode pigiando le proprie ginocchia contro le gambe del dirimpettaio. Ogni ora è notte dentro i vagoni.
* Forse il pazzo che grida a Campo di Marte “Mi fai schifo all’inverosimile” sputando sillabe e livore non è poi così lontano dalla verità …
* Gennaio. Vivrò a metà . Un po’ dove la testa mi porta per la mia continua esigenza di scoprire e conoscere. E un po’ dove rimarrà sempre il mio cuore. Negli occhi di mia madre, nelle risate delle mie sorelle. Casa è dove sono loro e le persone a me care.
* La chiamano follia. Canto tra un vagone e l’altro, aspettando che il treno arrivi alla mia fermata. Il ferro che batte contro l’aria crea un ritmo senza senso. Posso improvvisare in libertà . Canto piano, con la bocca semichiusa. Bacio con dolcezza la musica. È l’amore più grande e non mi vergogno di condividere con gli altri tanta intimità .
* Sono in continuo movimento. Ferma non ci sono mai potuta stare. Ma il cuore, quello è saldo e al sicuro. Un cuore caldo e vivo. Per chi amo e amerò per sempre.
* C’è puzzo qui dentro. Non mascheriamo tutto con le parole. Non è odore di umanità o di vita vissuta. È proprio olezzo. Puzzo di sporco, di sugo-sudore, di schifo. Non cerchiamo la poesia anche dove non può esistere.
* La stazione di Bologna mi fa sempre un certo effetto. Ho passato tutti i weekend della mia triennale qui, ad aspettare la coincidenza per Forlì o per casa. Lungo i binari, davanti a “Delizia Emilia” o dentro la sala d’aspetto tra barboni avvinazzati e manager in giacca e cravatta. La stazione di Bologna sa di malinconia. Con il grigio delle pensiline che si fonde con la nebbia degli inverni passati lontani da casa. E dentro al MacDonald a trangugiare schifezze e lacrime.
* Ho sempre fatto di testa mia. In silenzio, senza farmi notare, faccio quello che voglio sempre e comunque.
* Solo per la musica posso tornare indietro. Butto al vento tutto se con la musica va in porto. Straccio contratti e assegni. Amore folle, senza senso. Amore vero.
* Ho paura.
* Ho voglia di andare via.
* Ho voglia di partire per poi tornare.