Un nuovo libro? Keeping my fingers crossed

ImageVorrei fare la scrittrice, vorrei fare la ricercatrice, vorrei fare la maestra d’inglese alle elementari, vorrei insegnare canto ai bambini, vorrei fare la giornalista, vorrei tradurre libri, vorrei pubblicare i miei di libri, vorrei fare la cantante, vorrei salire sul palco e riempire di pace gli occhi del mio pubblico…

Vorrei, vorrei… vorrei serenità, vorrei dare un senso unico al mio essere…

Tra i miei mille “vorrei” c’è però un desiderio sovrastante, una preghiera che lascio nelle mani di Chi mi Ama oltre le mie aspettative, con una forza che neanche so immaginare.

Vorrei essere svegliata la domenica mattina dai miei bimbi che saltano sul nostro letto. Hanno cercato di prepararci la colazione e ora il latte scorre tra le mattonelle della cucina. Facciamo finta di essere arrabbiati e poi li ricopriamo di baci. Si scansano e corrono in camera a cercare i loro vestitini della Domenica. Ci si veste più eleganti la Domenica perché è la Sua Festa e bisogna renderGli il giusto omaggio.

Andiamo a Messa e i bimbi stanno fermi a fatica. Si mettono sugli scalini dell’altare e cominciano a ridacchiare mentre guardano la gonna del prete. Un sorriso dolce sotto la barba arcigna. Poi andiamo dai nonni a pranzo. A casa loro, dai suoceri. C’è anche il mio babbo oggi, questa volta è il mio turno. Dedica una domenica al mese a ciascuna di noi tre sorelle. L’ultima domenica del mese ci ritroviamo tutti e quattro con le rispettive famiglie. La mamma è con noi. È accanto a me ogni giorno. I miei bimbi la conoscono tramite i miei occhi chiari, il mio sorriso, i miei fianchi larghi e il senso del dovere. Devo tutto a lei: la mia forza e la mia pacatezza, la mia insicurezza e le mie fragilità.

I bimbi dormono davanti ai cartoni della domenica e io e te ci lasciamo finalmente coinvolgere nelle chiacchiere degli adulti e ci prendiamo il nostro spazio. La nostra famiglia siamo io e te prima di tutto. Sei tu la mia famiglia adesso. I bambini sono un dono non esclusivamente nostro. Sono un regalo per il mondo. Mi sposterò sempre ovunque tu sentirai il bisogno di andare. Ho messo finalmente radici. Affondano nel tuo cuore, le senti? Ho messo via la valigia perché tutti i sogni che vi avevo riposto sono adesso ordinati nei cassetti dei mobili della nostra casa. Sei pace e rabbia. Sei la mia quotidianità, sale e zucchero per me che per troppo tempo ho mangiato la vita senza assaporarla.

Vorrei… Vorrei la normalità che non è mai banalità. La vita è un filo che a volte si annoda stretto. Puoi districarlo se riesci. Ma alcuni nodi rimangono per sempre e arricchiscono le tue fibre. Tanti nodi alla fine rendono il tuo filo più difficile da spezzare.

Vorrei.. vorrei… vorrei che l’ossessione di essere felice non mi impedisse così tanto di trovare la gioia di quello che già ho. E che è davvero tanto.

Vorrei continuare a indagare, a scavare, a cercare e ricercare. Il mio cuore troverà pace prima o poi, ma solo Tu potrai togliermi tutta questa sete…

My next big step with my Daddy :-)

L’ambulatorio della mamma in Sierra Leone è già perfettamente in funzione. Entro l’anno il babbo andrà ad operare alcuni pazienti del Koinadug District Council e io l’accompagnerò per fargli da interprete.

Nel frattempo ecco come procede nel vicino continente africano: