Paris, 1-4 Novembre 2012
Author: ilariamontagni
Da Piazza Giotto a Parigi…
Là dove si consumano furti giorno dopo giorno, le ragazze si prostituiscono per qualche spicciolo e i turisti si mescolano con i delinquenti dal coltellino facile, sorge una delle Chiese più belle di Parigi.
Non è la sua architettura, la sua modernità classica, a renderla così unica. Il suo splendore sta proprio nel fatto che il Sacro Cuore di Gesù viene adorato e glorificato in uno dei quartieri più malfamati di Parigi.
Gesù si manifesta nei luoghi più impensabili. Quei posti che noi diciamo “lontani da Dio” sono invece le nicchie dove si nasconde il seme della fede.
Una Terra Santa spoglia e povera o posti miseri come Međugorje: lì c’è Dio.
Ed è qui a Montmartre, con i mendicanti lungo la via e i pittori che con il pennello danno libero sfogo ai loro talenti.
Le Christ, mon Ami Jésus, est près de moi pendant ces jours parisiens.
Mi sento a casa dovunque c’è Lui. Mi sento nel mio quartiere ad Arezzo, in Piazza Giotto, con il Sacro Cuore di Gesù dove sono stata battezzata, dove ho ricevuto la Comunione e poi la Cresima. Nella Chiesa di Don Angelo, che è la Chiesa dove ho conosciuto la fede, per poi perderla… Mi sento nella mia nuova Chiesa, a Santa Maria delle Grazie, dove con la musica e i bambini ho trovato quello che volevo nascondere dentro di me per la paura. Nella mia nuova Chiesa-Casa ho trovato la forza di togliere ogni sovrastruttura logica e razionale. Ho trovato semplicemente il Sacro Cuore di Gesù…
And All I Need
San Giovanni Rotondo, 19-20-21 Ottobre 2012
Foto di CHIARA GUALDANI
La musica, in tutte le sue forme, con tutti i suoi stili, con tutte le sue voci, è la colonna sonora della mia vita.
La musica è la mia preghiera.
E questa canzone è nel mio cuore adesso, viaggio dopo viaggio verso l’amore, là dove l’Amore c’è già 🙂
God knows the things I’d do for you… and I’ll be speaking to your heart… cause it’s not hard to turn somebody into a dream and then a dream into someone… and all I need is to find out who you are… is to find out why you hide cause I was sure that it was you and what I saw then was your heart… your heart… your heart…
La spedizione Montagni-Vanni
La famiglia Montagni-Vanni in arrivo dal ridente paesino di Foiano della Chiana nella metropoli fredda e magica di Parigi.
Un 82enne amoreux dal fascino eterno e la furbizia nell’anima (e il fisico assolutamente prestante, visti i chilometri macinati e il volo nell’apparecchio).
Uno spirito curioso e solare racchiuso in una splendida e dolcissima ragazza.
E poi lui… l’uomo della mia vita 🙂
Grazie zi’ Velio, Beatrice e babbo “Montaigne” per il nostro weekend in famiglia!!!
Merci beaucoup!!!
Tomber amoureux
Non avere mai paura di amare.
Non temere l’amore non corrisposto.
Non trasformare l’amore puro in languore.
Se anche il tuo amore sbattesse contro un muro, sii certo che allora rimbalzerà contro i mattoni e ti ritornerà indietro.
Accogli l’amore e ama.
L’amore vero non fa mai soffrire. Può far arrabbiare e può darti un po’ di malinconia, ma non ti lacera il cuore. Non chiamare amore il senso di possesso o la proiezione delle tue idee sull’altro. Chiama amore solo l’Amore.
Palestine Checkpoint
Théâtre de Belleville, 24 Septembre, Paris
Palestine Checkpoint
Pièce de Jacques MONDOLONI
avec Marie AZOUZ
Wafik SADAOUI
Genséric MAINGREAUD
Rivivo seduta in un teatro d’avant-garde parigino quello che ho potuto solo sfiorare quasi due mesi fa in Terra Santa. Passando per i checkpoint indisturbati con i nostri documenti italiani e gli zainetti dell’eastpak sulle spalle, abbiamo vissuto solo la parte edulcorata di un paese in macerie. Noi a riflettere sulle nostre paturnie, avvitandoci su noi stessi… Loro in lotta per un paese dai tanti nomi e dalle tante identità.
Dillo a quel ragazzo che non può andare a Gerusalemme senza bolli e controbolli, permessi e contropermessi, diglielo, spiegaglielo cosa è la libertà.Per te Gaiottela ;-)
Paris, Septembre 2012
Ultimi giorni d’estate. E primi giorni in questa città che per un po’ di tempo sarà la mia casa. Il corpo qui, il cuore altrove, in questa spaccatura che mi contraddistingue da sempre ma che piano piano sta trovando il modo di sanarsi. La risposta è solo UNA (e Trina ;-)).
Parigi non è una città dove poter creare relazioni stabili, dove fermarsi per tanto tempo. Ognuno vive indipendentemente qui e corre veloce tra metro e viali alberati. Ogni famiglia è un piccolo mondo a sé, con la paura di aprirsi davvero agli altri.
Mi piace perdermi tra le viuzze che sprigionano romanticismo… da cariarsi i denti… finirò questi mesi con un diabete lancinante! I bistrot pieni di musica, il jazz a qualsiasi ora del giorno, le parigine (le ragazze, non le calze!) di un’eleganza semplice e mai sfacciata. E poi i pranzi etnici, i tetti grigi e le ore passate a leggere e scrivere.
Sto piano piano crescendo, ma non da sola. Non è un’esperienza Erasmus, ma un modo per cercare di dipanare tutti i miei dubbi sul mondo del lavoro. Con la consapevolezza che c’è Altro a soddisfarmi veramente…
Ecco il primo fotoblog Gaiottela 🙂
La beauté est dans les yeux de celui qui aime
Terra Santa… uno spacco dentro al cuore, Tu il mio solo pastore
Un nuovo libro? Keeping my fingers crossed
Vorrei fare la scrittrice, vorrei fare la ricercatrice, vorrei fare la maestra d’inglese alle elementari, vorrei insegnare canto ai bambini, vorrei fare la giornalista, vorrei tradurre libri, vorrei pubblicare i miei di libri, vorrei fare la cantante, vorrei salire sul palco e riempire di pace gli occhi del mio pubblico…
Vorrei, vorrei… vorrei serenità, vorrei dare un senso unico al mio essere…
Tra i miei mille “vorrei” c’è però un desiderio sovrastante, una preghiera che lascio nelle mani di Chi mi Ama oltre le mie aspettative, con una forza che neanche so immaginare.
Vorrei essere svegliata la domenica mattina dai miei bimbi che saltano sul nostro letto. Hanno cercato di prepararci la colazione e ora il latte scorre tra le mattonelle della cucina. Facciamo finta di essere arrabbiati e poi li ricopriamo di baci. Si scansano e corrono in camera a cercare i loro vestitini della Domenica. Ci si veste più eleganti la Domenica perché è la Sua Festa e bisogna renderGli il giusto omaggio.
Andiamo a Messa e i bimbi stanno fermi a fatica. Si mettono sugli scalini dell’altare e cominciano a ridacchiare mentre guardano la gonna del prete. Un sorriso dolce sotto la barba arcigna. Poi andiamo dai nonni a pranzo. A casa loro, dai suoceri. C’è anche il mio babbo oggi, questa volta è il mio turno. Dedica una domenica al mese a ciascuna di noi tre sorelle. L’ultima domenica del mese ci ritroviamo tutti e quattro con le rispettive famiglie. La mamma è con noi. È accanto a me ogni giorno. I miei bimbi la conoscono tramite i miei occhi chiari, il mio sorriso, i miei fianchi larghi e il senso del dovere. Devo tutto a lei: la mia forza e la mia pacatezza, la mia insicurezza e le mie fragilità.
I bimbi dormono davanti ai cartoni della domenica e io e te ci lasciamo finalmente coinvolgere nelle chiacchiere degli adulti e ci prendiamo il nostro spazio. La nostra famiglia siamo io e te prima di tutto. Sei tu la mia famiglia adesso. I bambini sono un dono non esclusivamente nostro. Sono un regalo per il mondo. Mi sposterò sempre ovunque tu sentirai il bisogno di andare. Ho messo finalmente radici. Affondano nel tuo cuore, le senti? Ho messo via la valigia perché tutti i sogni che vi avevo riposto sono adesso ordinati nei cassetti dei mobili della nostra casa. Sei pace e rabbia. Sei la mia quotidianità, sale e zucchero per me che per troppo tempo ho mangiato la vita senza assaporarla.
Vorrei… Vorrei la normalità che non è mai banalità. La vita è un filo che a volte si annoda stretto. Puoi districarlo se riesci. Ma alcuni nodi rimangono per sempre e arricchiscono le tue fibre. Tanti nodi alla fine rendono il tuo filo più difficile da spezzare.
Vorrei.. vorrei… vorrei che l’ossessione di essere felice non mi impedisse così tanto di trovare la gioia di quello che già ho. E che è davvero tanto.
Vorrei continuare a indagare, a scavare, a cercare e ricercare. Il mio cuore troverà pace prima o poi, ma solo Tu potrai togliermi tutta questa sete…















