HUAN songs: ADESIONE INCOERENTE

Brutta cosa essere sognatori…
Sbattere continuamente la testa e il cuore contro la dura verità…

O bianco o nero. In mezzo alle bugie non ci so stare. Ho le mie regole, un profondo senso del dovere e una mia personalissima morale che si frantuma quotidianamente contro le incongruenze della vita.

Adesione incoerente è la descrizione più fedele che sia mai riuscita a tradurre in note di me stessa. Un’idealista depressa dalla falsità delle persone, dai rapporti finti, dalle omissioni nelle relazioni umane, dalla gente che si dice in un modo e poi agisce esattamente al contrario, da chi dà un’immagine di sé che è solo una maschera gettata a terra dai fatti.

Eppure continuo imperterrita a costruire i miei sogni giorno dopo giorno. È una sorta di tela di Penelope: quello che tesso viene sfibrato e sfrangiato dalla cruda realtà. Ma non mi potete fermare!

Adesione incoerente è una canzone che sento venire dallo stomaco. Canto e disincanto. Cerco l’impossibile e l’irraggiungibile: la vera purezza, un mondo pulito (ossimoro!). Non sto bene qui, in mezzo alla superbia della gente, e solo cantando tocco la felicità.

Non vedo bontà. Le anime non possono incastrarsi tra loro.

Verrà un giorno in cui la mia felicità sarà totale. Ma non è ora. Di certo non sulla terra…

Il testo di Adesione Incoerente

HUAN songs: SOME MORE CARESSES

Ecco l’unica canzone d’amore degli Huan.

Some more caresses non è però una ballata. Non è un lentone romantico e sdolcinato. Cos’è? Cosa suonano gli Huan?
In fondo, se si dovesse dare un’etichetta alla nostra musica, è semplice pop con qualche incursione rock portata dal Grego, delle schitarrate jazz del Ghezzaus, tocchi blues di Giò e giochi di parole e note indie Made in Bu.
L’amore è un tema banale e trito nella musica. C’è solo un cantautore per me che riesce a non cadere nell’ovvietà parlando di questo sentimento: Benvegnù.
La mia canzone è apparentemente scontata. Parole stra-abusate e rime in inglese da studentello delle medie. Ma è una canzone sull’amore platonico, su quello che oggi è impossibile ottenere: l’amore che nasce dal cuore ed è alimentato dall’immaginazione. Un amore puro che non si consuma perché non è stato consumato. È l’amore pulito di due anime che si sono incontrate in tempi sbagliati ma i cui fantasmi si abbracciano e vivono di solo sentimento. Ancora. Dentro la mia testa. Per sempre.
C’è desiderio e passione, ma sono solo parole senza concretezza.
Penso sarà una delle pochissime, se non la sola, canzone d’amore che scriverò per gli Huan. L’amore non è un tema che mi ispira particolarmente…
Un brano che canto sorridendo…

Me and You, You and Me

Io
Me
Moi
Ego
Watashi 私

 

Io sempre e solo io. Ruota tutto attorno all’ego.
Io ho fatto questo. Io sono capace di fare quello. Io voglio. Io riuscirò. Io emergerò.
Io. Io. Io.

Non si può pretendere attenzione in un mondo egocentrico. L’uomo vuole che la terra ruoti intorno a sé, sfidando ogni legge di Keplero. Non c’è spazio per il tu se non in un senso.

 

Tu
You
Toi
Tu
Anata あなた

 

Tu hai sbagliato. Tu hai fatto questo? Bè… io l’ho fatto ancora meglio.
Tu non sei nessuno. Tu sei inadeguato. Tu devi fare quello che io ti dico. Tu così non vai affatto bene.

Io-Tu sempre in conflitto. Sempre un giudizio che pende sull’ego come una spada di Damocle.
Se hai ottenuto un successo, non aspettarti complimenti. Ti rovesceranno addosso i loro progetti e i loro meriti. Non volere dagli altri approvazione. Gli altri sono tanti ego messi insieme. Voler essere protagonisti della propria vita significa imporsi anche sugli altri, no? Gli altri sono solo i comprimari della nostra personalissima pièce.
Chiedere “Come stai?” diventa solo un rituale. Una frase di circostanza che intervalla il proprio monologo.

Arezzo-Verona-Arezzo

* 7 ore di treno in 2 giorni.

* Pensieri sparsi.

* Voglio un luogo dove non mi senta più inadeguata. Dove quello che faccio non sia troppo o troppo poco.

* Sono sempre stata un’anima inquieta. Mi parli e ti ascolto a metà. Sto in silenzio e passo già al pensiero successivo. E non puoi fermarmi. Tenere statica un’idea dentro di me.

* Il tempo dentro il treno è dilatato. Non importa che ore siano, c’è sempre qualcuno che sonnecchia su poltrone scomode pigiando le proprie ginocchia contro le gambe del dirimpettaio. Ogni ora è notte dentro i vagoni.

* Forse il pazzo che grida a Campo di Marte “Mi fai schifo all’inverosimile” sputando sillabe e livore non è poi così lontano dalla verità…

* Gennaio. Vivrò a metà. Un po’ dove la testa mi porta per la mia continua esigenza di scoprire e conoscere. E un po’ dove rimarrà sempre il mio cuore. Negli occhi di mia madre, nelle risate delle mie sorelle. Casa è dove sono loro e le persone a me care.

* La chiamano follia. Canto tra un vagone e l’altro, aspettando che il treno arrivi alla mia fermata. Il ferro che batte contro l’aria crea un ritmo senza senso. Posso improvvisare in libertà. Canto piano, con la bocca semichiusa. Bacio con dolcezza la musica. È l’amore più grande e non mi vergogno di condividere con gli altri tanta intimità.

* Sono in continuo movimento. Ferma non ci sono mai potuta stare. Ma il cuore, quello è saldo e al sicuro. Un cuore caldo e vivo. Per chi amo e amerò per sempre.

* C’è puzzo qui dentro. Non mascheriamo tutto con le parole. Non è odore di umanità o di vita vissuta. È proprio olezzo. Puzzo di sporco, di sugo-sudore, di schifo. Non cerchiamo la poesia anche dove non può esistere.

* La stazione di Bologna mi fa sempre un certo effetto. Ho passato tutti i weekend della mia triennale qui, ad aspettare la coincidenza per Forlì o per casa. Lungo i binari, davanti a “Delizia Emilia” o dentro la sala d’aspetto tra barboni avvinazzati e manager in giacca e cravatta. La stazione di Bologna sa di malinconia. Con il grigio delle pensiline che si fonde con la nebbia degli inverni passati lontani da casa. E dentro al MacDonald a trangugiare schifezze e lacrime.

* Ho sempre fatto di testa mia. In silenzio, senza farmi notare, faccio quello che voglio sempre e comunque.

* Solo per la musica posso tornare indietro. Butto al vento tutto se con la musica va in porto. Straccio contratti e assegni. Amore folle, senza senso. Amore vero.

* Ho paura.

* Ho voglia di andare via.

* Ho voglia di partire per poi tornare.

Coro Tourdion

Essere alternativi oggi
Amare così tanto, senza limiti, senza etichette
Music is just everywhere, in every tiny second of my days
Trovo un senso in ogni suono
Lotto per una strada che so essere la sola da percorrere
Praying You, notwithstanding others
Loving You, even if they blame and revile You

Siamo io e la Musica… e mi basta così…

London Calling Part II

London calling to the faraway towns
Now war is declared – and battle come down
London calling to the underworld
Come out of the cupboard,you boys and girls
London calling, now don’t look to us
Phoney Beatlemania has bitten the dust
London calling, see we ain’t got no swing
‘Cept for the ring of that truncheon thing

London Calling, The Clash

London Calling Part I

The ice age is coming, the sun is zooming in
Engines stop running and the wheat is growing thin
A nuclear error, but I have no fear
London is drowning-and I live by the river

London Calling, The Clash