Music Italy Show (Bologna)

Domenica 16 Maggio, Paola Tacconi e Marilena Fracassi hanno presentato al Music Italy Show di Bologna il loro libro: Step by Step tra le Note. Metodo Graduale per l’apprendimento del solfeggio.

Questo libro unisce ben tre passioni fondamentali nell mia vita: la musica (ovviamente), il linguaggio e i bambini. Ho iniziato a suonare il pianoforte solo sei mesi fa dopo anni (atroci) di chitarra classica, ma, nonostante le mie abituali e proverbiali crisi -“non sono capace”, “oddio, ma chi me l’ha fatto fare”, “a 24 anni non si può iniziare a suonare uno strumento nuovo” ecc. ecc.- sono contentissima di aver intrapreso questo percorso. Anche perché mi ha dato la possibilità di conoscere la Paola, una bellissima (anche fisicamente, ammazza!) persona da cui sto apprendendo davvero tanto, anche al di là dagli spartiti.
Step By Step tra le Note è un esempio lampante della necessità di incrementare gli studi relativi al linguaggio e alla musica. Da questo libro ho tratto spunto per la sezione “Music Time” del mio esperimento. Sperando (pregate per me!) che ripartano le borse di dottorato o che qualche ente privato finanzi il mio progetto di ricerca, il mio obiettivo “professionale” è quello di approfondire l’analisi delle correlazioni tra musica e linguaggio, a livello di processi di apprendimento e di substrati cerebrali coinvolti.
Al di là di quelle che vengono definite pseudo-scienze come la musicoterapia o l’etnomusicologia, scienziati e ricercatori hanno comprovato l’importanza della musica nella cura dei disturbi dell’apprendimento, quali, ad esempio, la dislessia.
Insomma, speriamo che questo libro abbia il successo che merita, visto il grande contributo che dà all’insegnamento della musica nell’età evolutiva.

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PORTATEMI A BALLARE!!!

I love dancing
Sfogarsi su qualsiasi musica, dalla classica all’hip-hop.
Farsi bastare il ritmo, i battiti delle casse dritte dentro lo stomaco.
Muoversi secondo l’istinto.
I love watching people dancing
Non i professionisti che danzano sulle punte seguendo dei passi prestabiliti.
Guardare le amiche scatenarsi, muoversi come pare a loro.
Dare il proprio senso alla musica.

I’d like dancing on my own song: HAPPINESS AND NO FEARS

How can a man like you
be interested in a girl like me?
but there’s a strange chemistry between you and me
and I just like it
searching for my hips you put your eyes on me

RIT. Imaging there’s no sky above us
Imaging that the sun is under the earth
we’ve got only one word to express what we feel
and this feeling is about happiness and no fears

Come on, dance with me, dance with me
here is my body under your control
tell me if you can feel the groove
pretty girls ‘round you but tonight I own you
turn the volume down, there’s our music on

RIT.

We’re just making it, we’re just composing it
can you hear it? it’s so passionate
touch me again, just hold me in your embrace
you fit in with me, it’s all that I need
A man near me who can fulfill my fantasy

RIT.

We’re just bursting into flames
tonight I can let you fake
I don’t care who you are
If you’re a star or a lyer
you’re just making it so good

Le classicisme

Mi riascolto spesso e non mi piaccio. Ma mi forzo… Storco il naso e risento le registrazioni. Non amo la mia voce e ho la certezza che non è questa la mia strada. Eppure so quanto sto bene quando canto. Allora piano piano metabolizzo il fatto che nella vita ci sono le passioni da un lato e il lavoro dall’altro. Devo giusto canalizzare il canto nella sola sfera degli hobbies, tutto qui.

Se prendo la musica come divertissement, mi rendo conto di quanto mi stia facendo crescere. Mi invita a interrogarmi e a rafforzarmi. Come per tutte le discipline, anche con il canto le basi sono il repertorio classico. Così studio pezzi che spaziano dalle arie all’operetta.

Cantante, interprete, compositrice. Tanti aspetti, tante facce diverse…

Sto preparando dei pezzi che sono ai miei antipodi. Detesto la mia voce da soprano. Mi sembro un “gatto stretto a l’uscio”… Però questo è lo studio preparatorio per poter respirare correttamente, muovere bene il diaframma, non rovinarmi la gola ecc ecc. E così la mia maestra mi assegna brani che mi spingano ad esplorare me e i miei limiti.

In  Se Tu M’Ami di Parisotti devo essere quella che non sono. Una donna sfrontata, bella e crudele che respinge l’amore di un giovane pastorello. C’è un abisso con le canzoni che scrivo io, totalmente autobiografiche, su sentimenti feriti, prese per il culo, e il cuore sempre, perennemente distrutto. E così mi riprendo la mia rivincita. Dò uno schiaffo a chi mi ama, come nella realtà è stato dato a me.*

Mi è più facile interpretare altri pezzi, tipo la Barcarolle di Offenbach. Devo solo scavare e ritrovare le origini. Romanticismo, erre roulant, racines de ma mère. È un brano più nelle mie corde. Non fingo nel cantarlo, ma lascio andare libera la femminilità. Come anche in Plaisir d’Amour di Martini il Tedesco. Smetto i miei panni di sfigata nerd, e divento una dama dell’800 o persino una maschera veneziana in Clair de Lune di Fauré.

Il canto e la recitazione si mescolano insieme e per un po’ sono chi non sono. Na strafiga insomma 🙂

*Questo è il mio blog, il mio angolino del web che quasi nessuno visita. Lasciatemi essere patetica… E che cazzo!

Is this freedom?

SLAVES OF THE SOCIETY

We are slaves of the society
Speeches full of banalities
We squander our ability
Integrity, complicity
We are slaves of the society
Ready to sell our soul
At the cost of a ball
Our men with call girls
Our mothers all alone
We are slaves of the society
Trading feelings for fame
Thinking it’s not a shame
Not bearing our blame
Thinking it’s the same
We are slaves of the society
Ignorance as culture
Fashion as self-expression
Murders as wins
Politics as ambition
We are slaves of the society
We count sins as money
Show friends our trophies
They are only vanity and honey
We are graduate monkeys
We are slaves of the society
Expensive cars but cheap feelings
Unpicking, sewing, destroying, sewing
We pretend to be unfailing
But we are so unfeeling
We are slaves of the society
We lie cause it’s fashionable
Carve our illusion table
We think we are charitable
But it’s so debatable
We are slaves of the society
Right people in the prisons
And we alter the sun and the seasons
We kill our relatives
Cause it’s not so negative
We are slaves of the society
Drug addicts on the streets
And we own villas and ships
All we need is a big shift
Not fighting with swords and shields
We are slaves of the society
It sucks our energy
We gotta claim against it
This system freeze our love
It’s not freedom
It’s a mistake

L’arte di essere imperfetti

Ho un’estrema paura dell’Uomo.
Mi avvicino all’Altro stando sempre bene in guardia. Fin da piccola ho dovuto diffidare persino del mio stesso sangue…

Eppure amo ciò che l’Uomo produce, con le sue piccole, bellissime imperfezioni.

Ajax e mysql. Vedo il mio datore di lavoro scrivere stringhe, correggerle, ricontrollare ogni apice e parentesi. E da ogni errore nasce una nuova idea. Si crea passo dopo passo un piccolo gioiello -a me carissimo- del web. Prove su prove per raffinare la query; stopwords che si aggiungono per restringere le entries; codici da copiare e incollare in un quadro di colori a 18 bit.

Violino. La mia maestra di piano si reinventa. Da un po’ si è dedicata a questo nuovo strumento. Improvvisa e mi fa sentire in estemporanea i brani che sto studiando al piano, riprodotti da corde e archetto. Cerca il suono pazientemente. Sbaglia, si corregge, produce un suono nuovo. Dall’imperfezione scaturisce un attimo di sospensione. Siamo entrambe in attesa. Come verrà la prossima nota?

Lauryn Hill. Ascolto “I get out” da uno dei cd più belli che abbia mai fatto ingoiare al mio computer, un unplugged che è stata la colonna sonora di periodi bui e momenti più sereni. A un certo punto, un po’ dopo il primo minuto, Lauryn si blocca. Si è dimenticata il testo. Una pausa bellissima. Un sorriso e si comincia di nuovo. In quel silenzio imbarazzato c’è tutta la preziosità di questo brano.

Ho un’estrema paura dell’Uomo, ma amo la sua arte. Amo le stonature in una canzone cantata con le lacrime agli occhi. Amo i ritmi sbagliati per la troppa foga, gli accordi “scazzati” per distrazione o solo per timore. Amo gli errori di scrittura, le sviste, le lettere digitate male sulla tastiera.

Amo i prodotti dell’Uomo perché ne mostrano la fragilità.

Il vero artista è fallace, debole, sensibile.

L’Arte rende l’Uomo nudo, semplicemente vulnerabile.

Femminismo alla Giapponese 小悪魔

C’è una parola giapponese che indica quella fetta di tutta la razza maschile che non tollero : 小悪魔, i koakuma, i “ragazzi diavolo”. 
Usato prima per apostrofare le donnine dai facili costumi, ora in Giappone questo termine è utilizzatissimo dalle più giovani per indicare i dongiovanni.
Stuoie di ragazze ai loro piedi, aria sorniona, forse un po’ tamarri, forse solo superficiali, i koakuma sul pianeta sono sempre di più.
Ce ne sono ovunque. Il problema è che si confondono… Pensi che siano bravi ragazzi, con la testa a posto, creativi e gentili. Invece, tonf! Li vedi provarci con qualsiasi femmina che respiri, ma che sia rigorosamente al di sotto di una taglia 42. Le sbarbine insomma…
D’altra parte ha ragione la mi’ mamma quando dice che “gli uomini sono maiali perché le donne sono troie”. Insomma, di tutte ‘sti suini io farei volentieri una carneficina: salumi a gogo, gente!

Per adesso mi consolo rileggendo per l’ennesima volta questo shojo 少女:

Koakuma Cafe
di Aya Oda
Star Comics


A sweet song

STEAL EACH GLOW


I’d like to be your angel
I’d like to be in your soul
Just to love you in the most complete way of all
Protecting you in my womb
I’d like to be your fantasy which materializes in your hands
Gazing at the dawn with the sand on our fingertips
At low tide, at love time
I steal each glow coming from your eyes

Baby, baby, baby
Lovin’ you till the world falls down
Baby, baby, baby
Watching you with the sun on my skin
Baby, baby, baby

So pure the way I feel
As if I were ethereal
Like the air you and me
I gleam with you, you gleam with me
I glide on your body
You dance at the sound of my breath
No shyness, no shyness
I’d like to be your faith
Which never leaves you alone
And restores your feelings

Baby, baby, baby
Lovin’ you caressin’ your lips and mouth
Baby, baby, baby
Desirin’ you cause you’re the only person I need
Baby, baby, baby

Tell me you won’t vanish
Like dreams do when you don’t feed them
I’m afraid of the joy I feel
But you’re here with me, with me
You don’t let me fall
Cause you’re my guardian angel
Lost in this futility
That they call love
I can’t define it , but I know it’s good
Being with you you

Baby, baby, baby
Lovin’ you you’re here when I feel down
Baby, baby, baby
You’re the life that makes me breath
Baby, baby, baby

Just here with you
With you
With you
With you
With you
Till the world falls down
You’re the only person I need
Just staying with you
Your skin on me
Your skin with me
Your eyes on me
When I see you, I see you
I steal each glow coming from your eyes