Le classicisme

Mi riascolto spesso e non mi piaccio. Ma mi forzo… Storco il naso e risento le registrazioni. Non amo la mia voce e ho la certezza che non è questa la mia strada. Eppure so quanto sto bene quando canto. Allora piano piano metabolizzo il fatto che nella vita ci sono le passioni da un lato e il lavoro dall’altro. Devo giusto canalizzare il canto nella sola sfera degli hobbies, tutto qui.

Se prendo la musica come divertissement, mi rendo conto di quanto mi stia facendo crescere. Mi invita a interrogarmi e a rafforzarmi. Come per tutte le discipline, anche con il canto le basi sono il repertorio classico. Così studio pezzi che spaziano dalle arie all’operetta.

Cantante, interprete, compositrice. Tanti aspetti, tante facce diverse…

Sto preparando dei pezzi che sono ai miei antipodi. Detesto la mia voce da soprano. Mi sembro un “gatto stretto a l’uscio”… Però questo è lo studio preparatorio per poter respirare correttamente, muovere bene il diaframma, non rovinarmi la gola ecc ecc. E così la mia maestra mi assegna brani che mi spingano ad esplorare me e i miei limiti.

In  Se Tu M’Ami di Parisotti devo essere quella che non sono. Una donna sfrontata, bella e crudele che respinge l’amore di un giovane pastorello. C’è un abisso con le canzoni che scrivo io, totalmente autobiografiche, su sentimenti feriti, prese per il culo, e il cuore sempre, perennemente distrutto. E così mi riprendo la mia rivincita. Dò uno schiaffo a chi mi ama, come nella realtà è stato dato a me.*

Mi è più facile interpretare altri pezzi, tipo la Barcarolle di Offenbach. Devo solo scavare e ritrovare le origini. Romanticismo, erre roulant, racines de ma mère. È un brano più nelle mie corde. Non fingo nel cantarlo, ma lascio andare libera la femminilità. Come anche in Plaisir d’Amour di Martini il Tedesco. Smetto i miei panni di sfigata nerd, e divento una dama dell’800 o persino una maschera veneziana in Clair de Lune di Fauré.

Il canto e la recitazione si mescolano insieme e per un po’ sono chi non sono. Na strafiga insomma 🙂

*Questo è il mio blog, il mio angolino del web che quasi nessuno visita. Lasciatemi essere patetica… E che cazzo!

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2 thoughts on “Le classicisme

  1. Sai che non avevo mai pensato più di tanto alla vicinanza tra cantare e recitare? Eppure è vero che i cantanti “interpretano” le canzoni… specie se le parole hanno un senso 😉

    A me recitare ha fatto molto bene, spero che cantare faccia lo stesso a te 😀

  2. vorrei che il canto mi aiutasse ad avere più fiducia in me stessa… Dopo gli anni di chitarra classica che mi hanno letteralmente affossato, spero che lo studio del canto e del piano mi risollevino! Vediamo un po’ 🙂

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