Category: myself & I
Novembre
Paris – Carlotta, Giulia & Gianluca
Che ha di così sbagliato questo mese?
Cosa ve lo rende antipatico? Perché lo considerate un mese di passaggio, freddo, grigio, nuvoloso e senza identità? Novembre è autunno e inverno insieme per voi… pioggia e nebbia, nevischio e poco sole.
A me invece piace questo Novembre parigino… Tutto un mese filato senza tornare a casa persa tra i pensieri che continuano a ruotarmi in testa e che imprigionano ancora un po’ il mio cuore.
Questo Novembre non è né inutile né troppo freddo per me. Ogni giorno cerco un po’ di calore, un piccolo piacere che mi riscaldi dopo il lavoro, tra un cambio e l’altro della metro.
Una cioccolata tornando verso casa, un piatto di pasta a cena condiviso con gli altri ragazzi in studentato, le prove della corale, il catechismo con i bimbi italiani qua a Parigi, le tante tazze di tè in compagnia della mia cara Suor Irene che mi è così vicina in questi giorni di discernimento…
Ogni giorno accendo il mio caminetto in questo Novembre dove è casa a venirmi a trovare mentre io me ne resto nella capitale. Gli amici sono la mia famiglia… E nonostante le ferite profonde che ancora l’uomo insistentemente solca su di me, sto bene.
Novembre appiana ogni sbalzo del mio umore ballerino. Prende tra le mani le corde di questa altalena che è diventata la mia vita e le blocca. Cerco di non oscillare più mentre tutto intorno a me va come non vorrei che andasse. Ma non posso sapere io a priori cosa è giusto o sbagliato per me. Allora trovo la pace in Tua compagnia…
Novembre…
Finalmente un modo solo di indicare in due lingue diverse lo stesso mese. Italiano e francese usano la medesima parola e tutto combacia… Parigi diventa Toscana nel mio cuore… La distanza si accorcia…
Tutto diventa dolce senza malinconia grazie agli amici… Merci mes amis 🙂
Montagni The Third meets Montagni The Second
Da Piazza Giotto a Parigi…
Là dove si consumano furti giorno dopo giorno, le ragazze si prostituiscono per qualche spicciolo e i turisti si mescolano con i delinquenti dal coltellino facile, sorge una delle Chiese più belle di Parigi.
Non è la sua architettura, la sua modernità classica, a renderla così unica. Il suo splendore sta proprio nel fatto che il Sacro Cuore di Gesù viene adorato e glorificato in uno dei quartieri più malfamati di Parigi.
Gesù si manifesta nei luoghi più impensabili. Quei posti che noi diciamo “lontani da Dio” sono invece le nicchie dove si nasconde il seme della fede.
Una Terra Santa spoglia e povera o posti miseri come Međugorje: lì c’è Dio.
Ed è qui a Montmartre, con i mendicanti lungo la via e i pittori che con il pennello danno libero sfogo ai loro talenti.
Le Christ, mon Ami Jésus, est près de moi pendant ces jours parisiens.
Mi sento a casa dovunque c’è Lui. Mi sento nel mio quartiere ad Arezzo, in Piazza Giotto, con il Sacro Cuore di Gesù dove sono stata battezzata, dove ho ricevuto la Comunione e poi la Cresima. Nella Chiesa di Don Angelo, che è la Chiesa dove ho conosciuto la fede, per poi perderla… Mi sento nella mia nuova Chiesa, a Santa Maria delle Grazie, dove con la musica e i bambini ho trovato quello che volevo nascondere dentro di me per la paura. Nella mia nuova Chiesa-Casa ho trovato la forza di togliere ogni sovrastruttura logica e razionale. Ho trovato semplicemente il Sacro Cuore di Gesù…
And All I Need
San Giovanni Rotondo, 19-20-21 Ottobre 2012
Foto di CHIARA GUALDANI
La musica, in tutte le sue forme, con tutti i suoi stili, con tutte le sue voci, è la colonna sonora della mia vita.
La musica è la mia preghiera.
E questa canzone è nel mio cuore adesso, viaggio dopo viaggio verso l’amore, là dove l’Amore c’è già 🙂
God knows the things I’d do for you… and I’ll be speaking to your heart… cause it’s not hard to turn somebody into a dream and then a dream into someone… and all I need is to find out who you are… is to find out why you hide cause I was sure that it was you and what I saw then was your heart… your heart… your heart…
La spedizione Montagni-Vanni
La famiglia Montagni-Vanni in arrivo dal ridente paesino di Foiano della Chiana nella metropoli fredda e magica di Parigi.
Un 82enne amoreux dal fascino eterno e la furbizia nell’anima (e il fisico assolutamente prestante, visti i chilometri macinati e il volo nell’apparecchio).
Uno spirito curioso e solare racchiuso in una splendida e dolcissima ragazza.
E poi lui… l’uomo della mia vita 🙂
Grazie zi’ Velio, Beatrice e babbo “Montaigne” per il nostro weekend in famiglia!!!
Merci beaucoup!!!
Tomber amoureux
Non avere mai paura di amare.
Non temere l’amore non corrisposto.
Non trasformare l’amore puro in languore.
Se anche il tuo amore sbattesse contro un muro, sii certo che allora rimbalzerà contro i mattoni e ti ritornerà indietro.
Accogli l’amore e ama.
L’amore vero non fa mai soffrire. Può far arrabbiare e può darti un po’ di malinconia, ma non ti lacera il cuore. Non chiamare amore il senso di possesso o la proiezione delle tue idee sull’altro. Chiama amore solo l’Amore.
Palestine Checkpoint
Théâtre de Belleville, 24 Septembre, Paris
Palestine Checkpoint
Pièce de Jacques MONDOLONI
avec Marie AZOUZ
Wafik SADAOUI
Genséric MAINGREAUD
Rivivo seduta in un teatro d’avant-garde parigino quello che ho potuto solo sfiorare quasi due mesi fa in Terra Santa. Passando per i checkpoint indisturbati con i nostri documenti italiani e gli zainetti dell’eastpak sulle spalle, abbiamo vissuto solo la parte edulcorata di un paese in macerie. Noi a riflettere sulle nostre paturnie, avvitandoci su noi stessi… Loro in lotta per un paese dai tanti nomi e dalle tante identità.
Dillo a quel ragazzo che non può andare a Gerusalemme senza bolli e controbolli, permessi e contropermessi, diglielo, spiegaglielo cosa è la libertà.Per te Gaiottela ;-)
Paris, Septembre 2012
Ultimi giorni d’estate. E primi giorni in questa città che per un po’ di tempo sarà la mia casa. Il corpo qui, il cuore altrove, in questa spaccatura che mi contraddistingue da sempre ma che piano piano sta trovando il modo di sanarsi. La risposta è solo UNA (e Trina ;-)).
Parigi non è una città dove poter creare relazioni stabili, dove fermarsi per tanto tempo. Ognuno vive indipendentemente qui e corre veloce tra metro e viali alberati. Ogni famiglia è un piccolo mondo a sé, con la paura di aprirsi davvero agli altri.
Mi piace perdermi tra le viuzze che sprigionano romanticismo… da cariarsi i denti… finirò questi mesi con un diabete lancinante! I bistrot pieni di musica, il jazz a qualsiasi ora del giorno, le parigine (le ragazze, non le calze!) di un’eleganza semplice e mai sfacciata. E poi i pranzi etnici, i tetti grigi e le ore passate a leggere e scrivere.
Sto piano piano crescendo, ma non da sola. Non è un’esperienza Erasmus, ma un modo per cercare di dipanare tutti i miei dubbi sul mondo del lavoro. Con la consapevolezza che c’è Altro a soddisfarmi veramente…
Ecco il primo fotoblog Gaiottela 🙂























