Ne plus se méfier

Terra Santa, un anno dopo

Il mio cuore non appartiene a un posto. Non ha terra, non ha radici.
Il mio cuore appartiene a tutti i posti. La sua terra è il mondo intero.
Il mio cuore ha paura e si fida molto poco, non riesce ad abbattere i muri che la testa crea tutto intorno a lui.
Il mio cuore si apre ai bimbi, all’ingenuità, alla sincerità.
Il mio cuore non è mai stato di nessuno.
Il mio cuore è sempre stato solo Suo.

Divento poco a poco libera. Soprattutto grazie all’incontro.
Apparently I am strong and self-confident. But I am so fragile.
Sono piccola in mezzo ai piccoli.
I bambini sono i miei migliori amici.

La Terra Santa, dopo un anno, brucia ancora del Vero Amore dentro di me…

Con i bimbi

In famiglia

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Un nuovo libro? Keeping my fingers crossed

ImageVorrei fare la scrittrice, vorrei fare la ricercatrice, vorrei fare la maestra d’inglese alle elementari, vorrei insegnare canto ai bambini, vorrei fare la giornalista, vorrei tradurre libri, vorrei pubblicare i miei di libri, vorrei fare la cantante, vorrei salire sul palco e riempire di pace gli occhi del mio pubblico…

Vorrei, vorrei… vorrei serenità, vorrei dare un senso unico al mio essere…

Tra i miei mille “vorrei” c’è però un desiderio sovrastante, una preghiera che lascio nelle mani di Chi mi Ama oltre le mie aspettative, con una forza che neanche so immaginare.

Vorrei essere svegliata la domenica mattina dai miei bimbi che saltano sul nostro letto. Hanno cercato di prepararci la colazione e ora il latte scorre tra le mattonelle della cucina. Facciamo finta di essere arrabbiati e poi li ricopriamo di baci. Si scansano e corrono in camera a cercare i loro vestitini della Domenica. Ci si veste più eleganti la Domenica perché è la Sua Festa e bisogna renderGli il giusto omaggio.

Andiamo a Messa e i bimbi stanno fermi a fatica. Si mettono sugli scalini dell’altare e cominciano a ridacchiare mentre guardano la gonna del prete. Un sorriso dolce sotto la barba arcigna. Poi andiamo dai nonni a pranzo. A casa loro, dai suoceri. C’è anche il mio babbo oggi, questa volta è il mio turno. Dedica una domenica al mese a ciascuna di noi tre sorelle. L’ultima domenica del mese ci ritroviamo tutti e quattro con le rispettive famiglie. La mamma è con noi. È accanto a me ogni giorno. I miei bimbi la conoscono tramite i miei occhi chiari, il mio sorriso, i miei fianchi larghi e il senso del dovere. Devo tutto a lei: la mia forza e la mia pacatezza, la mia insicurezza e le mie fragilità.

I bimbi dormono davanti ai cartoni della domenica e io e te ci lasciamo finalmente coinvolgere nelle chiacchiere degli adulti e ci prendiamo il nostro spazio. La nostra famiglia siamo io e te prima di tutto. Sei tu la mia famiglia adesso. I bambini sono un dono non esclusivamente nostro. Sono un regalo per il mondo. Mi sposterò sempre ovunque tu sentirai il bisogno di andare. Ho messo finalmente radici. Affondano nel tuo cuore, le senti? Ho messo via la valigia perché tutti i sogni che vi avevo riposto sono adesso ordinati nei cassetti dei mobili della nostra casa. Sei pace e rabbia. Sei la mia quotidianità, sale e zucchero per me che per troppo tempo ho mangiato la vita senza assaporarla.

Vorrei… Vorrei la normalità che non è mai banalità. La vita è un filo che a volte si annoda stretto. Puoi districarlo se riesci. Ma alcuni nodi rimangono per sempre e arricchiscono le tue fibre. Tanti nodi alla fine rendono il tuo filo più difficile da spezzare.

Vorrei.. vorrei… vorrei che l’ossessione di essere felice non mi impedisse così tanto di trovare la gioia di quello che già ho. E che è davvero tanto.

Vorrei continuare a indagare, a scavare, a cercare e ricercare. Il mio cuore troverà pace prima o poi, ma solo Tu potrai togliermi tutta questa sete…

C’è solo una cosa da fare…

Costruire la propria serenità giorno per giorno. E scoprire la spensieratezza di un’infanzia non proprio ordinaria e di un’adolescenza atipica che ormai sono scivolate via.

C’è solo una cosa da fare adesso, dopo tutta la fatica del mio percorso: vivere il presente. Farlo con la speranza che prima o poi le cose cambieranno.

Cantare, sempre e comunque. Condividere l’amore per la musica con i più piccoli. Spugne che una volta strette tra le mani rilasciano più di quanto tu hai potuto dare loro.

Vivo il presente con uno sguardo al futuro. Prego e spero. Semplicemente vivo.

Music Italy Show (Bologna)

Domenica 16 Maggio, Paola Tacconi e Marilena Fracassi hanno presentato al Music Italy Show di Bologna il loro libro: Step by Step tra le Note. Metodo Graduale per l’apprendimento del solfeggio.

Questo libro unisce ben tre passioni fondamentali nell mia vita: la musica (ovviamente), il linguaggio e i bambini. Ho iniziato a suonare il pianoforte solo sei mesi fa dopo anni (atroci) di chitarra classica, ma, nonostante le mie abituali e proverbiali crisi -“non sono capace”, “oddio, ma chi me l’ha fatto fare”, “a 24 anni non si può iniziare a suonare uno strumento nuovo” ecc. ecc.- sono contentissima di aver intrapreso questo percorso. Anche perché mi ha dato la possibilità di conoscere la Paola, una bellissima (anche fisicamente, ammazza!) persona da cui sto apprendendo davvero tanto, anche al di là dagli spartiti.
Step By Step tra le Note è un esempio lampante della necessità di incrementare gli studi relativi al linguaggio e alla musica. Da questo libro ho tratto spunto per la sezione “Music Time” del mio esperimento. Sperando (pregate per me!) che ripartano le borse di dottorato o che qualche ente privato finanzi il mio progetto di ricerca, il mio obiettivo “professionale” è quello di approfondire l’analisi delle correlazioni tra musica e linguaggio, a livello di processi di apprendimento e di substrati cerebrali coinvolti.
Al di là di quelle che vengono definite pseudo-scienze come la musicoterapia o l’etnomusicologia, scienziati e ricercatori hanno comprovato l’importanza della musica nella cura dei disturbi dell’apprendimento, quali, ad esempio, la dislessia.
Insomma, speriamo che questo libro abbia il successo che merita, visto il grande contributo che dà all’insegnamento della musica nell’età evolutiva.

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