A shower of pure joy

JoyLive and let the others live
Vis et laisse vivre les autres
Vivi e lascia vivere

Do not judge me, do not tell me what do to
Do not tell me what I do wrong
I know I am not perfect
Do I tell you you are full of weaknesses?
Why do you put yourself on this throne made of false truths?

Let me explore love and its beauty
Do not corrupt my happiness
I am at the most of my joy in this moment of my life

🙂

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Ne plus se méfier

Terra Santa, un anno dopo

Il mio cuore non appartiene a un posto. Non ha terra, non ha radici.
Il mio cuore appartiene a tutti i posti. La sua terra è il mondo intero.
Il mio cuore ha paura e si fida molto poco, non riesce ad abbattere i muri che la testa crea tutto intorno a lui.
Il mio cuore si apre ai bimbi, all’ingenuità, alla sincerità.
Il mio cuore non è mai stato di nessuno.
Il mio cuore è sempre stato solo Suo.

Divento poco a poco libera. Soprattutto grazie all’incontro.
Apparently I am strong and self-confident. But I am so fragile.
Sono piccola in mezzo ai piccoli.
I bambini sono i miei migliori amici.

La Terra Santa, dopo un anno, brucia ancora del Vero Amore dentro di me…

Con i bimbi

In famiglia

Risotto Ilaria – recette parisienne par Margherita

Les fêtes de la Maison de l’Italie, Eté 2013

Risotto Ilaria

Non è da tutti avere un risotto a proprio nome, n’est-ce pas ? All’italiana più atipica che beve caffè americano e preferisce di gran lunga un piatto di riso alla pasta, la dolce conterranea Margherita ha dedicato questo deliziosissimo risotto!

Ecco a voi la ricetta. Le dosi sono per 10 persone visto che è una prelibatezza da condividere in allegria con tanti, tantissimi amici. Come nella buona tradizione “ilariana” 🙂

RISOTTO ILARIA

Ingredienti per 10 persone (porzioni abbondanti):
1 Kg di riso (se siete in Italia e non vi costa un’eresia, meglio Carnaroli o Arborio)
2 zucchine
6 fettine spesse di lombo (meglio se offerte da Mattia!)
3 funghi champignon freschi
1 cipollotto rosso
Sale q.b.
2 cucchiai abbondanti di olio
1 noce di burro
Rucola per guarnitura

Tempo di preparazione: 1 ora

Preparazione:
Tostate il riso a fuoco lento in padella per una decina di minuti. Girate di tanto in tanto per evitare che i chicchi di grano risultino troppo secchi. In un pentolino abbastanza capiente in cui farete cuocere successivamente il riso, versate l’olio e fate rosolare il cipollotto rosso tagliato a dadini. Aggiungete poi le due zucchine tagliate anche queste a dadini piccoli. Fate cuocere il tutto per una quindicina di minuti fino a che le zucchine non abbiano preso un po’ di colore. Aggiungete la noce di burro e versate il riso tostato incorporando via via acqua bollente. Continuate a girare il riso e a metà cottura aggiungete 2 funghi champignon tagliati a fettine sottili. Versate acqua calda fino a che il riso non risulti ben cotto e aggiungete infine la lonza tagliata a dadini. Presentate il riso in tavola con una spolveratina di rucola tagliata finemente e il fungo champignon tagliato a fette.

Benny Marghe Ila

GRAZIE MARGHERITA! E A TUTTI GLI SPLENDIDI AMICI DELLA MAGIONE CON CUI STIAMO PASSANDO UNA MAGNIFICA ESTATE 🙂 WOW !!!

Une nouvelle chanson – CLOSER

Arezzo 2012 – Parigi 2013

Un canzone sulla necessità di stare vicini. Chilometri di distanza, geografici e reali. Ma anche lontananza nel cuore e nella testa.

Nel millennio del disimpegno, una richiesta di amore e valori.

Scritta in un capodanno di solitudine aretina e arrangiata in un sabato di amicizia parigina qui alla Cité U.

Grazie a Peppe e Guido!

open-mic-18jan2013

CLOSER

Times have changed they say
But I’m a woman of the past
I want you to make the first move
Why don’t you make the first move?

Need the values I can’t see
They’re values of the past
I want you to be a man
Why aren’t you a strong man?

Why don’t you come a little closer and show me what love is?
Why don’t you come a little closer and tell me what love is?
Why don’t you come a little closer and show me what love is?
Why don’t you come a little closer and tell me what love is?
Why don’t you come a little closer and show me what love is?
Why don’t you come a little closer

You have just run away
Maybe frightened by my past
I wanted you to be profound
Why weren’t you deeper?

Can’t stand randomized life
You were a valued man
I wanted you to meet my fears
Why did you  go away?

Why don’t you come a little closer and show me what love is?
Why don’t you come a little closer and tell me what love is?
Why don’t you come a little closer and show me what love is?
Why don’t you come a little closer and tell me what love is?
Why don’t you come a little closer and show me what love is?
Why don’t you come a little closer

I’m there, I’m starving, I’m needing this love
You’re there, you’re needing, you’re bleeding this love

Un nuovo libro? Keeping my fingers crossed

ImageVorrei fare la scrittrice, vorrei fare la ricercatrice, vorrei fare la maestra d’inglese alle elementari, vorrei insegnare canto ai bambini, vorrei fare la giornalista, vorrei tradurre libri, vorrei pubblicare i miei di libri, vorrei fare la cantante, vorrei salire sul palco e riempire di pace gli occhi del mio pubblico…

Vorrei, vorrei… vorrei serenità, vorrei dare un senso unico al mio essere…

Tra i miei mille “vorrei” c’è però un desiderio sovrastante, una preghiera che lascio nelle mani di Chi mi Ama oltre le mie aspettative, con una forza che neanche so immaginare.

Vorrei essere svegliata la domenica mattina dai miei bimbi che saltano sul nostro letto. Hanno cercato di prepararci la colazione e ora il latte scorre tra le mattonelle della cucina. Facciamo finta di essere arrabbiati e poi li ricopriamo di baci. Si scansano e corrono in camera a cercare i loro vestitini della Domenica. Ci si veste più eleganti la Domenica perché è la Sua Festa e bisogna renderGli il giusto omaggio.

Andiamo a Messa e i bimbi stanno fermi a fatica. Si mettono sugli scalini dell’altare e cominciano a ridacchiare mentre guardano la gonna del prete. Un sorriso dolce sotto la barba arcigna. Poi andiamo dai nonni a pranzo. A casa loro, dai suoceri. C’è anche il mio babbo oggi, questa volta è il mio turno. Dedica una domenica al mese a ciascuna di noi tre sorelle. L’ultima domenica del mese ci ritroviamo tutti e quattro con le rispettive famiglie. La mamma è con noi. È accanto a me ogni giorno. I miei bimbi la conoscono tramite i miei occhi chiari, il mio sorriso, i miei fianchi larghi e il senso del dovere. Devo tutto a lei: la mia forza e la mia pacatezza, la mia insicurezza e le mie fragilità.

I bimbi dormono davanti ai cartoni della domenica e io e te ci lasciamo finalmente coinvolgere nelle chiacchiere degli adulti e ci prendiamo il nostro spazio. La nostra famiglia siamo io e te prima di tutto. Sei tu la mia famiglia adesso. I bambini sono un dono non esclusivamente nostro. Sono un regalo per il mondo. Mi sposterò sempre ovunque tu sentirai il bisogno di andare. Ho messo finalmente radici. Affondano nel tuo cuore, le senti? Ho messo via la valigia perché tutti i sogni che vi avevo riposto sono adesso ordinati nei cassetti dei mobili della nostra casa. Sei pace e rabbia. Sei la mia quotidianità, sale e zucchero per me che per troppo tempo ho mangiato la vita senza assaporarla.

Vorrei… Vorrei la normalità che non è mai banalità. La vita è un filo che a volte si annoda stretto. Puoi districarlo se riesci. Ma alcuni nodi rimangono per sempre e arricchiscono le tue fibre. Tanti nodi alla fine rendono il tuo filo più difficile da spezzare.

Vorrei.. vorrei… vorrei che l’ossessione di essere felice non mi impedisse così tanto di trovare la gioia di quello che già ho. E che è davvero tanto.

Vorrei continuare a indagare, a scavare, a cercare e ricercare. Il mio cuore troverà pace prima o poi, ma solo Tu potrai togliermi tutta questa sete…