Two words for my 2013

… that you be renewed in the spirit of your mind, and put on the new man, who in the likeness of God has been created in righteousness and holiness of truth.[…] Let all bitterness, wrath, anger, outcry, and slander, be put away from you, with all malice. And be kind to one another, tenderhearted, forgiving each other, just as God also in Christ forgave you. Be therefore imitators of God, as beloved children. Walk in love, even as Christ also loved you, and gave himself up for us, an offering and a sacrifice to God for a sweet-smelling fragrance.

Paul’s Letter to the Ephesians

freedom-prayer

Foto di Francesca Falsetti

Come un brano può risollevare la giornata…

Ascolto Prayer ed è il solito terrore.

Ho paura. Perché da un giorno all’altro le cose cambiano. Ho paura di svegliarmi e di non trovarla più accanto a me che si lamenta, sbraita, bestemmia, impreca per tutto il dolore che la sta mangiando viva.

La bestia. Dentro di lei e un po’ lei stessa.

Ascolto Prayer che è forse come mi sento…

Un brano che non dovrebbe essere confinato alle casse di un computer. Dentro myspace che ingloba tutto e tutti.

Mi incazzo. Sono svuotata e disgustata.

Accendo la televisione e c’è gente sui grandi palchi internazionali che non capisco…

Mi chiedo perché agli altri la vita abbia regalato così tanto.

Non esistono gerarchie del dolore. Quando stai male, senti il tuo. Punto.

Ascolto Prayer e la testa butta fuori tutto questo schifo che provo.

Sto sempre lì sul cornicione. Un piede in aria. L’altro radicato a terra.

Alla fine basta una canzone a farmi assaporare il bello della vita.

Cazzo, vorrei poter cantare e far provare agli altri quello che le note fanno sentire a me.

Vorrei produrre…

E invece sono qui, schiavizzata dal sistema. Interviste, capi-politici, soldi che passano tra le mani inanellate. E la musica semplicemente mandata a puttane.

http://www.myspace.com/alessandropaternesi