Tomber amoureux

Non avere mai paura di amare.
Non temere l’amore non corrisposto.
Non trasformare l’amore puro in languore.
Se anche il tuo amore sbattesse contro un muro, sii certo che allora rimbalzerà contro i mattoni e ti ritornerà indietro.
Accogli l’amore e ama.
L’amore vero non fa mai soffrire. Può far arrabbiare e può darti un po’ di malinconia, ma non ti lacera il cuore. Non chiamare amore il senso di possesso o la proiezione delle tue idee sull’altro. Chiama amore solo l’Amore.

La ricerca è Rock&Roll!

Sono solo sulla superficie una persona socievole. Una “PR” come mi definiscono in tanti. Sempre a far casino, a “ciacolare”, a cercare di non far sentire mai nessuno a disagio. Questo perché nell’angolino, lontano da tutti, ci sono stata per troppo tempo.

Ma di fondo rimango una persona estremamente diffidente. Faccio molta fatica a voler davvero bene alle persone. Mi ci vuole tempo… mesi, anni…

L’uomo è spesso crudele e io sono di una fragilità immensa. Meglio restare sempre all’erta, rimanere guardinghi, senza mai giudicare però… Le persone si mostrano per quello che sono veramente con il tempo… Giustamente mi dice sempre mia sorella più grande: “Chi non può aggiungere nulla di buono alla tua vita si autoelimina.” E allora io continuo a conoscere, a tessere relazioni sociali. Chi mi vorrà bene per quella che sono, che sono stata e che sarò supererà la selezione naturale 🙂

Dopo 9 mesi (un parto!) a Verona so di avere delle splendide persone su cui contare! Grazie ai miei colleghi-maestri-guide! La Ricerca è lavoro di squadra prima di tutto!

My PhD project: REFINEMENT

Giorni intensi in cui comincio a trovare una strada.

E sto bene qui dove tante culture diverse si uniscono.

A tutti sta stretta la propria città. Io non ho città se non il mondo fatto di lingue e suoni stranieri.

Un progetto europeo e finanziato dalla UE che coinvolge 9 Università, una borsa di dottorato di internazionalizzazione, medicina, lingue, economia, statistica, progettazione web, grafica… Tutto da imparare e scoprire…

 

Prime impressioni

La vedi un’innamorata sull’autobus. Legge un messaggio sul cellulare e gli occhi le ridono, le labbra si aprono in un sorriso che ha il sapore di un bacio.
Lo vedi un tizio che entra nel bar con gli occhiali appannati. Il freddo fuori, il tepore dentro. Struscia le scarpe sul tappetino all’ingresso e chiede il solito caffè.

E non vedi al di là della strada. La nebbia è un muro di freddo e umidità che sale dal fiume.
L’Adige scorre limpido, pulito come le strade immacolate, ricoperte al massimo di sole foglie.

Torni a casa giusto per la cena. Una mansarda calda e accogliente in cui già ti senti a tuo agio.
Un pasto scarno, perché ancora hai un po’ di paura e ti racconti bugie.

Poco tempo per dormire e il ritorno al mattino presto lì dove formale e informale si scontrano.
Dove ancora fai fatica a dare il giusto spazio alla tua creatività.

Lo senti il mondo di musica che ti scoppia dentro. Ma scopri che chi i tuoi suoni non può percepirli sa essere felice lo stesso.
Scopri una realtà opposta alla tua e le tue certezze vengono intaccate. Però restano lì, ormai salde.

Occhi blu tutti uguali. Perdi i tuoi tratti distintivi tra schiere di persone uniformi e monocromatiche.
Il freddo ti si addice. Ma la stasi no. Mai.