Loving the foreigners. L’Autre de soi.

Non avere radici mi ha fatto sempre sentire libera.

Per poter essere a casa ho bisogno solo di trovare un appiglio emotivo. Posso essere ovunque e ovunque sentirmi bene.

La mia città non è davvero casa mia. Arezzo mi opprime. Troppi pochi turisti. Troppa gente che conosco.

Aria, aria, Ilaria vuole aria.

La parola “familiarità” sembra avere un senso per me solo quando vado a Cortona. Non so perché. I miei sono nati e cresciuti in un altro paesino della Val di Chiana, ma fin da piccola portavano me e le mie sorelle a Cortona. Passeggiavamo per la Rugapiana e mi divertivo ad ascoltare accenti diversi, modi differenti di dare ai pensieri una forma sonora.

Una lingua mescolata. Come parla maman che infila una parola francese ogni tre in italiano e che storpia le pronunce. Idiomi diversi uniti in un’unica persona. Così, lingue differenti parlate in un’unica città.

Maman chiama mia sorella più grande Nanà e quella più piccola Clodià. Io sono Ilarià, sì con l’accento in fondo. Penso che sia indicativo… Cioè… Quando il tuo nome, la tua “etichetta” è modificata, adattata da una lingua all’altra, la storpiatura passa dall’involucro al contenuto…

Non amo le tradizioni, le ritualità legate alla “propria” terra. Perché una terra mia in fondo non ce l’ho. Amo i colori e i paesaggi della Toscana e penso che sia, insieme a Sicilia e Umbria, la vera perla dell’Italia. Ma se il mio senso estetico si appaga con la vista di queste regioni, sento sempre dentro l’esigenza di aprirmi al diverso.

È la mezcla, quella mescolanza tra ciò che le sovrastrutture del paese in cui cresciamo, studiamo o lavoriamo ci impongono e l’aspirazione a conoscere e assimilare quanto è al di là dei nostri confini.

Aspetto con pazienza e amore che la situazione a casa si sblocchi. Poi andrò via da qui. Mi basta respirare un po’ di aria… Giusto un po’… Sono partita piano piano con Firenze. Voglio ora il cosmopolitismo romano e poi New York e infine il Giappone.

Paris… Toutes les villes de la France je les connais déjà… J’ai tout vu et connu. Chaque été on a fait notre petit voyage dans le sud, le nord, l’est et l’ouest de l’Hexagone. J’aimerais bien vivre à Paris, ou juste quelque part en France, mais seulement avec maman. La France, c’est elle.

Con questo spirito rimango sempre affascinata dallo straniero.

Stranger in a Strange Land

Oggi è il 4 Luglio. La festa dell’Indipendenza Americana. Ho smesso di portare la bandierina a stelle e strisce attaccata allo zaino. Le spille della Star-Spangled Banner sono chiuse in un cassetto. Non sono più una filoamericana con il paraocchi, ma ammiro degli States il concetto di melting pot.

Non ho radici e non voglio attecchire da nessuna parte. Ogni luogo sarà casa mia fino a che sarà un sentimento a legarmi alla terra. Alla Terra.

Mi sento come un palloncino. Legato a un masso e che aspira al cielo. Slegherò piano piano questo filo…

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7 thoughts on “Loving the foreigners. L’Autre de soi.

  1. A me, la cosa che piace di più in assoluto, più dello straniero, più del fatto di sentire gente che parla altre lingue dalla mia, è sentirmi IO quella straniera. E’ come avere la possibilità di vivere due volte, è come essere un esploratore, un espoloratore di lingue, di posti, di persone…
    Ma sento anche che dire solo questo è troppo riduttivo.
    Ancora non riesco a spiegarlo bene nemmeno a me stessa.

    Secondo me, per chi lo cerca e lo desidera con caparbietà, per chi lo sente e lo vive come una necessità, el Día de la Mezcla “alla fine” arriva e non è mai troppo tardi per tuffarcisi dentro.

    Se lo vuoi davvero, alla fine arriverà, a prescindere da qualsiasi altra cosa. Ne sono fermamente convinta.

  2. Vero. È una sensazione che conosco. Ogni volta che parlo una lingua che non sia l’italiano mi “sento straniera”. Anche quando sono al lavoro e rispondo al telefono a gente chilometri e chilometri lontano da me. Le lingue sono il mio paese straniero. Parlo in inglese e sono un’altra me. Il francese è la mia malinconia e la mia dolcezza. Poi sai che difficoltà enorme ho nel cantare in italiano… Te l’ho sempre detto che ammiro chi parte e gira il mondo. Chi studia o lavora all’estero. Io fino ad ora non ne ho avuto la possibilità, o meglio, non sono stata in grado di costruirmi questa possibilità. Per il futuro, chissà?

  3. Anche per questo lo spagnolo ha un’espressione azzeccata e intraducibile, la usano soprattutto i messicani, fatalisti per vocazione e per costituzione: “¿Quién sabe?”

    E in questo “chi lo sa” ci sono racchiusi tutta la speranza, il potenziale del futuro, il fato e il destino.

    Tutti in due sole parole 🙂

  4. Ciao Ilaria! I’ve just found your blog. I was searching a damned way to talk with English people in Cortona and I found an old post of yours. It’s 7:30 and I can’t sleep… I can’t wait for better times to come! Italy is not offering me any chance to express what I really want to do, speaking English (and I think I can do it well). I’m glad you’re traveling around. Me too I’ve been on my way to Germany and Spain but it’s time for me to stay near my family in my Valdichiana. I know my comment could be not so proper..I don’t even know you (even if I’ve seen we have an acquaintance in common) but I’ve seen you’re in Oslo at the moment so I just wanted to wish you, and wish me, to find our ways. Best of luck! Germana

  5. Ciao Germana! Sei italiana? Toscana anche tu? Se sì… fatti vanto di essere nata in un posto così bello, ma scappa! Fatti un bel periodo all’estero e poi magari torna, più arricchita e aperta. Bisogna girare il mondo per conoscere davvero l’Altro.
    Adesso vivo a Parigi dove conto di stare qualche anno. Ma il mio cuore sarà sempre tra le colline della Valdichiana, dove ho passato delle splendide estati (io sono aretina doc, giottina per la precisione!).
    Bon courage, keep on believing and hoping!
    ilaria

  6. Ciao Ilaria! Si si, italianissima! Classe 1986. Ho fatto il primo liceo con la Carlotta Sch.. (l’ho vista in una foto con te), poi cambiai classe al secondo anno. Nonostante la mia passione per le lingue, i miei mi indirizzarono alla facoltà di economia e adesso eccomi qua..laureata a febbraio alla magistrale con una voglia disperata di trovare lavoro nel turismo! Ormai convivo con il mio ragazzo e non parto più, ma le esperienze fatte in Germania e Spagna non le dimenticherò di certo! Ora è il tuo turno, enjoy it! Io continuerò a sognare dalle mie colline (sto a Foiano) che comunque adoro! Spero solo che “el mundo nos conceda lo que merecemos”. Ich liebe die anderen Kulturen..and I’ll do all my best to improve my self and get satisfied in this world (or better “in our poor countryside”)! Have a nice stay and see you one day.. Who knows?? (per citare le altre) :)) Besos

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