Buoni propositi per il 2011

Voglio smettere di avere paura.

Non voglio più avere paura di mangiare.
Non voglio più avere paura del giudizio degli altri.
Non voglio più avere paura di sentirmi inferiore.

Non voglio più lasciarmi ingannare dall’apparenza. Che non è l’aspetto fisico degli altri (di cui giustamente mi è sempre fregato poco e semmai della bellezza ho sempre diffidato), ma è quello che gli altri, nolenti o volenti, vogliono farmi credere di essere.

Voglio cominciare a credere ai complimenti degli amici.
Non voglio serbare più tutto questo rancore che si mescola al vomito in gola.
Voglio imparare a perdonare.

Voglio continuare a non seguire i consigli e voglio continuare a non fidarmi della gente che non mi conosce. Ho sempre fatto di testa mia e voglio continuare a fare quello che mi pare come mi pare.

Voglio cominciare a ragionare al contrario di come ho fatto ora. Le persone sono buone dopo che le si è conosciute per bene. Prima bisogna stare all’erta. Quest’anno ho preso troppe fregature. Nel 2011 avrò gli occhi spalancati.

Voglio continuare a scrivere in questo blog che è la cosa più bella che il web 2.0 mi abbia offerto. Voglio continuare a scrivere cose pesanti. Voglio sputtanarmi. Se la gente non capisce, mi prende per il culo o mi ritorce contro le mie parole, me ne sbatterò. Loro non hanno niente da raccontare. Io ho una storia che mi ha reso preziosa.

Voglio continuare a pensare in bianco o nero. Per me le vie di mezzo non esistono. Sbagli con me una volta e hai chiuso per sempre. I vasi rincollati restano per sempre fragili. Si può convivere in termini pacifici ed educati, ma non mi fiderò mai più. Quel che è rotto per me non si accomoda più. Perdono, non stupidità.

Voglio innamorarmi per la prima volta. Ma non di un uomo. Quello non dipende da me. Capiterà quando capiterà. E sinceramente al momento sto proprio bene da sola. Voglio innamorarmi di me. Rispettare ogni mia cellula e voler bene a ogni mia imperfezione fisica. Se caratterialmente mi vado bene così, sul resto di me c’è ancora parecchio da lavorare.

Voglio cantare.
Ho trovato la mia strada e questo 2011 sarà all’insegna della musica. La mia musica.

Ho ammesso per la prima volta a me stessa prima che ai miei che la mia vita è consacrata a qualcosa che non è il sogno borghese, l’esistenza convenzionale.
Ho seguito ogni regola. Ho fatto tutto quello che era giusto fare. Doppia laurea, contratto a tempo indeterminato, ma…

Io voglio vivere di musica.

In questo 2010 ho ammesso a me stessa che le strade prestabilite non fanno per me. Che sono egoista e che il mestiere che voglio fare da grande non ha alcuna utilità sociale. Voglio un lavoro che in realtà lavoro non è, ma che mi rende felice e leggera.

Ho risolto in questo anno tanti dubbi. Ho trovato il mio dono. E non è un talento o una capacità innata. È il dono che viene dall’Alto per farmi essere felice anche qui in basso. La musica non dipende da me, ma nutre il mio corpo e la mia anima. La mia musica è il Suo regalo esclusivo per me.

In questo 2011 voglio accogliere al meglio la Sua parola fatta di note per me.

E nel 2011 voglio andare in Giappone!!!

HUAN songs: ADESIONE INCOERENTE

Brutta cosa essere sognatori…
Sbattere continuamente la testa e il cuore contro la dura verità…

O bianco o nero. In mezzo alle bugie non ci so stare. Ho le mie regole, un profondo senso del dovere e una mia personalissima morale che si frantuma quotidianamente contro le incongruenze della vita.

Adesione incoerente è la descrizione più fedele che sia mai riuscita a tradurre in note di me stessa. Un’idealista depressa dalla falsità delle persone, dai rapporti finti, dalle omissioni nelle relazioni umane, dalla gente che si dice in un modo e poi agisce esattamente al contrario, da chi dà un’immagine di sé che è solo una maschera gettata a terra dai fatti.

Eppure continuo imperterrita a costruire i miei sogni giorno dopo giorno. È una sorta di tela di Penelope: quello che tesso viene sfibrato e sfrangiato dalla cruda realtà. Ma non mi potete fermare!

Adesione incoerente è una canzone che sento venire dallo stomaco. Canto e disincanto. Cerco l’impossibile e l’irraggiungibile: la vera purezza, un mondo pulito (ossimoro!). Non sto bene qui, in mezzo alla superbia della gente, e solo cantando tocco la felicità.

Non vedo bontà. Le anime non possono incastrarsi tra loro.

Verrà un giorno in cui la mia felicità sarà totale. Ma non è ora. Di certo non sulla terra…

Il testo di Adesione Incoerente

HUAN songs: SOME MORE CARESSES

Ecco l’unica canzone d’amore degli Huan.

Some more caresses non è però una ballata. Non è un lentone romantico e sdolcinato. Cos’è? Cosa suonano gli Huan?
In fondo, se si dovesse dare un’etichetta alla nostra musica, è semplice pop con qualche incursione rock portata dal Grego, delle schitarrate jazz del Ghezzaus, tocchi blues di Giò e giochi di parole e note indie Made in Bu.
L’amore è un tema banale e trito nella musica. C’è solo un cantautore per me che riesce a non cadere nell’ovvietà parlando di questo sentimento: Benvegnù.
La mia canzone è apparentemente scontata. Parole stra-abusate e rime in inglese da studentello delle medie. Ma è una canzone sull’amore platonico, su quello che oggi è impossibile ottenere: l’amore che nasce dal cuore ed è alimentato dall’immaginazione. Un amore puro che non si consuma perché non è stato consumato. È l’amore pulito di due anime che si sono incontrate in tempi sbagliati ma i cui fantasmi si abbracciano e vivono di solo sentimento. Ancora. Dentro la mia testa. Per sempre.
C’è desiderio e passione, ma sono solo parole senza concretezza.
Penso sarà una delle pochissime, se non la sola, canzone d’amore che scriverò per gli Huan. L’amore non è un tema che mi ispira particolarmente…
Un brano che canto sorridendo…

Coro Tourdion

Essere alternativi oggi
Amare così tanto, senza limiti, senza etichette
Music is just everywhere, in every tiny second of my days
Trovo un senso in ogni suono
Lotto per una strada che so essere la sola da percorrere
Praying You, notwithstanding others
Loving You, even if they blame and revile You

Siamo io e la Musica… e mi basta così…

La BU è OUT OF ORDER

Come ogni anno di questi tempi, per un po’ di giorni la mia proverbiale disponibilità e reperibilità va a farsi friggere. DETESTO non ricevere risposte alle mie domande e trovo assolutamente MALEDUCATO chi, anche lapidariamente, non risponde a mail, SMS, telefonate ecc.

L’era digitale smaschera il profondo malcostume umano.

Di solito, quindi, sono sempre pronta a rispondere nell’immediato a qualsiasi richiesta (lavoro, consulenze sentimentali da Ilariella 2000, consigli musicali, revisioni articoli, traduzioni ecc.), ma in questi giorni purtroppo non potrò essere a vostra disposizione 24 ore su 24.

Ergo, non lasciatevi con i vostri ragazzi, non entrate in paranoia per gli esami, non inviatemi traduzioni da fare on the spot e vivete per una settimanina bella bella senza di me. So di essere indispensabile, ma ce la potete fare anche senza il mio valido supporto.

E comunque, godiamoci un po’ di musica!

Being insane… Insanamente fa per me!

“Mi butto. Cosa penseranno gli altri di una che s’infila così all’ultimo minuto? Me ne strasbatto, come sempre. Sono fatta così… Mi spacco il culo per qualcosa che mi piace, senza volere niente in cambio. Prendere o lasciare…
Vado a dare una mano al festival Insanamente di Cortona. Ci suonano dei gruppi che ho conosciuto ai tempi di Rockit e che ho intervistato per il Play. Vediamo che ne viene fuori. E poi Cortona… Sapete quanto la amo…”

I miei genitori mi guardano perplessi, i miei amici sono poco convinti… Chi mi conosce, chi mi vuole bene sa quanto il mondo della musica mi abbia distrutto e demoralizzato col tempo, nel tempo.

È sempre questione di tempo.

In attivo la musica mi ha sempre sconfitto. Debilitata fino alla nausea.

Eppure fin da piccola volevo diventare una musicista.

La musica in passivo è tutta un’altra cosa. Ascolto avidamente e la mia fotosintesi si basa sulle note altrui. Vivo di suoni. Ma forse non devo essere io a produrli…

Io e la musica lottiamo come due amanti che si desiderano ma si respingono chissà per quale motivo.

Ho studiato la chitarra classica per anni e anni, ho scritto le mie prime canzoni alle elementari. Ho tentato la via del conservatorio per fallire miseramente al primo esame. La chitarra è ancora lì, sbattuta contro il divano. Quante volte l’avrei voluta spaccare in testa al mio maestro… Strappare gli studi di Sor e buttare gli esercizi dalla finestra.

Ho formato varie band e provato a trovare negli altri la forza di combattere contro quel lato della musica che mi tortura. Sapere stare sul palco significa avere sicurezza e controllo del proprio corpo. Io mi nascondo dietro le parole e dentro la mia voce, non so gestire le mie braccia troppo lunghe e non so dove guardare quando canto. Mi vergogno, di me, del mio involucro.

E poi c’è il mondo della musica visto dalle retrovie. L’organizzazione di eventi, la promozione, il tour management, gli uffici stampa. Il business che sta dietro la musica è fatto di squali. Ovunque girino i soldi c’è sempre il serpente che striscia, il politicante che s’infiltra e l’arrampicatore che venderebbe sua madre pur di guadagnare qualcosa.

Per una come me, una fricchettona con l’iPhone, tutto questo è tristemente paradossale. La musica è il prodotto più bello e completo di quell’essere così infinitamente inutile che è l’uomo. Ed è l’uomo stesso a sporcare tutta questa bellezza…

Ci riprovo adesso, con una forza in più dalla mia parte. Queste tre serate sono state bellissime. Ho ritrovato quell’entusiasmo che avevo all’inizio, ai tempi del mio primo Play, quando pensavo da naïf (e in fondo sono ancora un’idealista ingenuotta) che la musica fosse libera da ogni compromesso.

All’Insanamente c’è gente tremendamente giusta. Se organizzi un festival con la certezza di non guadagnarci un cazzo è perché ti spinge la passione. Vuoi che sia per la Musica, vuoi che sia per il gusto di fare qualcosa per la tua città, vuoi che sia anche per il solo piacere di stare in compagnia, se ti dai da fare per un evento senza che il tuo portafogli si riempia, hai tutto il mio appoggio.

A letto alle 3, alle 4 di notte e il cuore leggero. Sono stata davvero bene.

Ho trovato persone fantastiche, dei compagni di viaggio impeccabili.

Ringrazio tutti, uno per uno. I capoccia Manola e Alessandro, il “team della cassa” (Mattia, la Fra, Bruno e, obviously, quel juke box vivente della Ros), il Pazzo 🙂 , Raffaele, i fu-F.A.S., le spillatrici di birra e pepsi con la grande (E)Manu, la dolcissima Jaime e il suo Cardo, i porchettari e le porchettare, il canone che ci ha fatto compagnia con il suo collare rosso e il muso infilato tra le sbarre, il tizio “engaged” che mi ha gentilmente sputato addosso per tre sere di fila, i grandissimi fornitori di birra con i loro magnifici ed efficientissimi motori, ed infine, assolutamente!!!, il twitting 0f0-Marco che mi ha aiutato ad “entrare nel giro giusto” tramite lo sbellicatore di pance Faenzi (apparentemente ho un carattere di merda Nocciolo, ma penso che ormai tu abbia capito che è solo un’armatura!). Naturalmente ringrazio anche tutti i ragazzi che non ho menzionato per la mia sbadataggine… Sorry sorry, shame upon me!

La musica ha bisogno di respirare. E all’Insanamente l’aria è tremendously pure, tremendously clean!

A change is gonna come

Qualcosa cambierà. Ci sarà un momento in cui tutto questo subirà una svolta.
Il fondo non sarà più così nero.
Non raschierò le pareti in cerca di aria.
La speranza è viva e forte.
Sono forte e migliore oggi.
La protagonista delle storie fantastiche dentro la mia testa.
Just the unique, among the others. Better than you will ever find.



I was born by the river
In a tenament
And oh, my poor mother she could hardly pay the rent
It’s been a long, a long time coming but I know

A change is gonna come, oh yes it will

It’s been too hard of living
And I’m afraid to die
I dont’ know what’s out there beyond the sky
It’s been a long, a long time coming but I know

A change is gonna come, oh yes it will

See I go to my brother
And I say brother, “help me please”
And he winds up knocking me
Back down on my knees

It’s been times when I didn’t think
that I would last for long
But now we think we are all to carry on
It’s been a long, a long time coming but I know

a change is gonna come, oh yes it will

Music Italy Show (Bologna)

Domenica 16 Maggio, Paola Tacconi e Marilena Fracassi hanno presentato al Music Italy Show di Bologna il loro libro: Step by Step tra le Note. Metodo Graduale per l’apprendimento del solfeggio.

Questo libro unisce ben tre passioni fondamentali nell mia vita: la musica (ovviamente), il linguaggio e i bambini. Ho iniziato a suonare il pianoforte solo sei mesi fa dopo anni (atroci) di chitarra classica, ma, nonostante le mie abituali e proverbiali crisi -“non sono capace”, “oddio, ma chi me l’ha fatto fare”, “a 24 anni non si può iniziare a suonare uno strumento nuovo” ecc. ecc.- sono contentissima di aver intrapreso questo percorso. Anche perché mi ha dato la possibilità di conoscere la Paola, una bellissima (anche fisicamente, ammazza!) persona da cui sto apprendendo davvero tanto, anche al di là dagli spartiti.
Step By Step tra le Note è un esempio lampante della necessità di incrementare gli studi relativi al linguaggio e alla musica. Da questo libro ho tratto spunto per la sezione “Music Time” del mio esperimento. Sperando (pregate per me!) che ripartano le borse di dottorato o che qualche ente privato finanzi il mio progetto di ricerca, il mio obiettivo “professionale” è quello di approfondire l’analisi delle correlazioni tra musica e linguaggio, a livello di processi di apprendimento e di substrati cerebrali coinvolti.
Al di là di quelle che vengono definite pseudo-scienze come la musicoterapia o l’etnomusicologia, scienziati e ricercatori hanno comprovato l’importanza della musica nella cura dei disturbi dell’apprendimento, quali, ad esempio, la dislessia.
Insomma, speriamo che questo libro abbia il successo che merita, visto il grande contributo che dà all’insegnamento della musica nell’età evolutiva.

This slideshow requires JavaScript.

PORTATEMI A BALLARE!!!

I love dancing
Sfogarsi su qualsiasi musica, dalla classica all’hip-hop.
Farsi bastare il ritmo, i battiti delle casse dritte dentro lo stomaco.
Muoversi secondo l’istinto.
I love watching people dancing
Non i professionisti che danzano sulle punte seguendo dei passi prestabiliti.
Guardare le amiche scatenarsi, muoversi come pare a loro.
Dare il proprio senso alla musica.

I’d like dancing on my own song: HAPPINESS AND NO FEARS

How can a man like you
be interested in a girl like me?
but there’s a strange chemistry between you and me
and I just like it
searching for my hips you put your eyes on me

RIT. Imaging there’s no sky above us
Imaging that the sun is under the earth
we’ve got only one word to express what we feel
and this feeling is about happiness and no fears

Come on, dance with me, dance with me
here is my body under your control
tell me if you can feel the groove
pretty girls ‘round you but tonight I own you
turn the volume down, there’s our music on

RIT.

We’re just making it, we’re just composing it
can you hear it? it’s so passionate
touch me again, just hold me in your embrace
you fit in with me, it’s all that I need
A man near me who can fulfill my fantasy

RIT.

We’re just bursting into flames
tonight I can let you fake
I don’t care who you are
If you’re a star or a lyer
you’re just making it so good