Come ogni anno di questi tempi, per un po’ di giorni la mia proverbiale disponibilità e reperibilità va a farsi friggere. DETESTO non ricevere risposte alle mie domande e trovo assolutamente MALEDUCATO chi, anche lapidariamente, non risponde a mail, SMS, telefonate ecc.
L’era digitale smaschera il profondo malcostume umano.
Di solito, quindi, sono sempre pronta a rispondere nell’immediato a qualsiasi richiesta (lavoro, consulenze sentimentali da Ilariella 2000, consigli musicali, revisioni articoli, traduzioni ecc.), ma in questi giorni purtroppo non potrò essere a vostra disposizione 24 ore su 24.
Ergo, non lasciatevi con i vostri ragazzi, non entrate in paranoia per gli esami, non inviatemi traduzioni da fare on the spot e vivete per una settimanina bella bella senza di me. So di essere indispensabile, ma ce la potete fare anche senza il mio valido supporto.
E comunque, godiamoci un po’ di musica!





C’è una frase in particolare che mi ha colpito di Paolo Bonacelli, il mitico zio di Johnny Stecchino: “Cosa significa rimanere puri? In realtà si scende sempre a compromessi, ogni giorno della nostra vita. Però l’importante è esserne consapevoli. Sapere che non si è poi così puri…”
A quasi un anno dalla loro esperienza a Play Campus, i Fudo Satellite ne hanno fatta di strada. Al di là della vittoria del Plug&Play che ha permesso loro di suonare al Pistoia Blues e al Metarock, Gabriele (chitarra, voce), Giacomo (chitarra), Luca (batteria) e Tommaso (basso) hanno raggiunto un primo obiettivo importante nella loro carriera musicale. Il 20 Aprile, infatti, esce in Italia il loro primo cd, Primitive, registrato prima del Play Festival ma prodotto e masterizzato negli ultimi mesi.