TERRA

giorni come questi. giorni in cui non vivi veramente. magari stai tutto il giorno in casa. ti fissi davanti al televisore, cerchi di studiare o di finire il tuo progetto di lavoro. oppure esci, ma fai tutto automaticamente. passi davanti agli scaffali del supermercato reggendoti al carrello come fosse una tua protesi. neanche guardi la cassiera in faccia, apri il portafoglio e torni a casa. respiri.
poi però qualcosa ti desta. sei in piedi e qualcosa ti butta a terra. la faccia schiacciata al suolo. senti il sapore amaro di una terra che ti soffoca la gola. senti un contatto violento con il mondo. ti rendi conto che forse era meglio quell’apatia. era meglio essere semicoscienti.
non ti piace la vita vera.
preferisci la sopravvivenza.

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4 thoughts on “TERRA

  1. Ilarietta…mi fai preoccupare così. capitano anche a me periodi in cui non sento niente e mi dilanio perchè vorrei sentire qualcosa…bello o brutto che sia…pur di SENTIRE. periodi in cui vivo anestetizzata, letargica. troppo facile così…

  2. A galla

    Chiari mattini,
    quando l’azzurro è inganno che non illude,
    crescere immenso di vita,
    fiumana che non ha ripe né sfocio
    e va per sempre,
    e sta – infinitamente.

    Sono allora i rumori delle strade
    l’incrinatura nel vetro
    o la pietra che cade
    nello specchio del lago e lo corrùga.
    E il vocìo dei ragazzi
    e il chiacchiericcio liquido dei passeri
    che tra le gronde svolano
    sono tralicci d’oro
    su un fondo vivo di cobalto,
    effimeri…

    Ecco, è perduto nella rete di echi,
    nel soffio di pruina
    che discende sugli alberi sfoltiti
    e ne deriva un murmure
    d’irrequieta marina,
    tu quasi vorresti, e ne tremi,
    intento cuore disfarti,
    non pulsar più! Ma sempre che lo invochi,
    più netto batti come
    orologio traudito in una stanza
    d’albergo al primo rompere dell’aurora.
    E senti allora,
    se pure ti ripetono che puoi
    fermarti a mezza via o in alto mare,
    che non c’è sosta per noi,
    ma strada, ancora strada,

    e che il cammino è sempre da ricominciare.

    (Eugenio Montale, Poesie disperse)

  3. bellissima. D’altra parte Montale è quasi omonimo del mi babbo: Eugenio MONTAgni
    ahaha, ridiamo per non piangere ohi ohi

  4. ohi ohi…che crisi, Ila trova la forza per tirarti su!
    dai, anche se non ti conosco bene mi sembri una ragazza in gambissima…dai picci, sarai molto più speciale di quello che pensi…
    baci

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