Come un brano può risollevare la giornata…

Ascolto Prayer ed è il solito terrore.

Ho paura. Perché da un giorno all’altro le cose cambiano. Ho paura di svegliarmi e di non trovarla più accanto a me che si lamenta, sbraita, bestemmia, impreca per tutto il dolore che la sta mangiando viva.

La bestia. Dentro di lei e un po’ lei stessa.

Ascolto Prayer che è forse come mi sento…

Un brano che non dovrebbe essere confinato alle casse di un computer. Dentro myspace che ingloba tutto e tutti.

Mi incazzo. Sono svuotata e disgustata.

Accendo la televisione e c’è gente sui grandi palchi internazionali che non capisco…

Mi chiedo perché agli altri la vita abbia regalato così tanto.

Non esistono gerarchie del dolore. Quando stai male, senti il tuo. Punto.

Ascolto Prayer e la testa butta fuori tutto questo schifo che provo.

Sto sempre lì sul cornicione. Un piede in aria. L’altro radicato a terra.

Alla fine basta una canzone a farmi assaporare il bello della vita.

Cazzo, vorrei poter cantare e far provare agli altri quello che le note fanno sentire a me.

Vorrei produrre…

E invece sono qui, schiavizzata dal sistema. Interviste, capi-politici, soldi che passano tra le mani inanellate. E la musica semplicemente mandata a puttane.

http://www.myspace.com/alessandropaternesi

PROGETTO! Chi ci sta?

Vorrei fare una cosa alla Gorillaz… Niente dal vivo. Niente concerti. Ci mettiamo voce, strumenti, suono e nient’altro.

Non ci mettiamo la faccia insomma.

Registrazioni in studio e stop.

Effettivamente trovare i locali dove suonare è una menata. Ad Arezzo poi…

Eliminiamo direttamente ingaggi, gigs, performance dal vivo. Anche perché mi caco in mano e fondalmente sono una timida.

E poi vediamo che succede… Magari myspace ha veramente cambiato le cose… (forse più che amici o x-factor).

Dai, chi ci sta??????

Innamorata… dell’idea…

Why don’t you fall in love with me?

Semplice.
Mi sveglio accanto a te che dormi ancora. Su un fianco, con la bocca aperta e il respiro rumoroso. Mi viene troppo da ridere. Non riesco più ad addormentarmi. Voglio stare a guardarti e ogni minuto di sonno è tempo senza di te.

Non parliamo di niente. Non ce n’è bisogno. Mi metto in un angolino della tua stanza, con la finestra che dà sulla città e comincio a cantare. Abbraccio la chitarra e sono le note a dire quello che provo per te.
Ti guardo ancora e mi sento bruciare…

Why don’t you fall in love with me?

Esco e non ti chiamo. Esci e non mi mandi nessuno messaggio. A noi non frega niente di queste smancerie. Non farmi mai dei regali perché non mi piacciono queste cose. Sai, i miei mi davano dei soldi e mi dicevano: “cavati dalle palle”.
Io odio comprare, festeggiare le ricorrenze… Io voglio solo stare con te.
Semplice.

Non ho bisogno di chiamarti tre volte al giorno per sapere che ci sei. Ho bisogno solo di guardarti un attimo e allora mi sento forte.

Why don’t you fall in love with me?

Impegnarsi? Storiella? Botta e via? Fidanzamento?
Che palle le etichette.
Stammi vicino. Baciami. Abbracciami.
Me ne frego del resto.
Sai, mi sono innamorata dell’idea di te e me…
E non ti guardo. E non ti parlo. E non ti saluto. Perché sei è un’emozione così forte che mi sovrasta fino a farmi piangere.

Why don’t you fall in love with me?

ammazza, che blog deprimente!

Certo che con gli ultimi tre post ci sono andata pesa!!!!
Cioè… sono effettivamente una persona cupa, depressa, tetra, suicidal-addicted, però insomma…
Ci sono anche cose belle nella vita! (quella degli altri, naturalmente!!!! ahaha)
E una di queste sono i bambini!
Ari, ti voglio troppo bene! Mi hai cambiato la vita 🙂

LASCIO ROCKIT

Ecco il perché in questa mail ai ragazzi di Rockit:

Allora ragazzi, non voglio più scrivere recensioni per Rockit. Naturalmente sono sempre a vostra disposizione per le recensioni che devo rivedere, correggere, rifare completamente. E se sono già stati spediti nuovi cd, quelli li faccio, of course. E se Fausto hai bisogno di sbobinature, ci sono 🙂 Ho messo in conoscenza Pons perché non so come tecnicamente posso disiscrivermi da Rockit. Vorrei lasciare le recensioni fatte e fare solo il profilo del Play. Se pò fà?

Grazie a questi mesi con voi e vista l’esperienza del Festival di Arezzo ho capito che “this is not my world”. Prima come chitarrista bocciata al conservatorio, poi come cantante stroncata da tutti e ora come pseudo giornalista mi sono resa conto che il mondo della musica e dello spettacolo in generale è proprio lontano da me. Non mi piace più recensire e se credevo che questa fosse la mia strada, bè, ho “cannato” alla grande. Non mi convince mai quello che scrivo e il fatto che le mie recensioni siano spesso rieditate da Sandro è la prova lampante che proprio non mi viene spontaneo giudicare la musica degli altri. Amo scrivere e sono estremamente gelosa delle mie parole.

Per citare un certo Pastore, “le cose importanti sono ben altre”: allora basta con le polemiche tra artisti, attacchi alla musica altrui, email di risposta che non arrivano mai, figure di merda che mi tocca fare con gli agenti ecc… Purtroppo queste cose mi inquietano e da ottobre a questa parte non sono più tranquilla. Pensavo di scrivere la tesi su Rockit per vedere se riuscivo a considerare questo sito più mio, ma in realtà non mi ci sento proprio dentro. Mi è diventato estraneo e più cerco di leggere nuovi articoli e recensioni, più me ne distanzio. Questo mi capita anche con altre riviste musicali, che sia chiaro. Non è un j’accuse a Rockit. Solo non mi trovo dentro questo sistema.

Ora mi dedicherò all’azienda per cui già lavoro e ai miei studi di giornalismo. Mi allontano da recensioni che non fanno per me. Vi ringrazio per l’opportunità che mi avete dato e vi lascio. untitled

La “scassapalle” (citazione da Acty) se ne va 🙂

A presto

Bu

Review of a cd 15

GASPARE DE VITO

Passing Notesthumbnail1

At tha age of 23, Gaspare De Vito stopped playing in order to become a designer. Then he re-started playing sax in 2005, in Barcellona, getting close to the Cuban music which is continuously echoed in “Passing Notes”. De Vito uses his instruments by exploiting all the musical nuances: from the darker cante hondo to the growls, the harder and boiling sounds, in order to get to the main characteristic of the whole cd: the Cuban ocha, music and religion mixed together. And the ocha is just known as the union of African rhythms and the South American ones, “The Fish From London” is a perfect exemple of it.

Warm, dry notes, minimalism. “Passing Notes” is the celebration of De Vito’s art who has arranged and composed these nine tracks. In fact there are a lot of  breaks, the cd on the whole does not give space to the orchestration. Flute and sax are the absolute protagonists in their thousands of uses: water and air sounds in “Sunrise (First Day)”, to the African flavour of “Morning Prayer” til the funeral “Too Easy To Love”. Not to mention the seduction, maybe the eros, of the alluring “Looking For The Roots”.

If you love sax, “Passing Notes” is a masterpiece. Those who love mainstream jazz maybe fill find it too essential. It is actually a very good cd.

Original Italian version on ROCKIT: http://www.rockit.it/album/10210/gaspare-de-vito-passing-notes

my impressions on this course

Courses can sometimes be real curses… I mean, during my school career it happened (and it’s still happening) that lessons are boring, teachers are real assholes and exams are hard and anxiogenous.

Well, with this course I felt at ease: I’ve just done what I like. Writing in English and let people know what my passions are. I love words and for the first time I’ve felt that somebody (maybe only the teacher, but a person is enough) was listening to me, or rather, reading my thoughts.

I’ve written two books and hardly my friends have read them. Prof. Iamarf has read them and this meant a lot to me. I felt my works were not just a solipsistic exercise…

Well, dear Andreas, I’ve understood that even if I hate being alive and can’t find many people taking care of my tortured soul, somebody on the net can understand what I feel.

Prof, a volte mi sono trovata lì lì per mandarle una mail sulle mie paturnie e i miei disastri familiari… poi mi sono trattenuta perché non era forse politically correct. Al di là di tutto, quello che più ho imparato non è stato tanto l’aprire un blog o capire delicious…. ma che forse vale la pena continuare a respirare… perché qualcuno che ti ascolta c’è…

thanx!

Reiew of a cd 13

PETRINGA

Sabir

This cd is like a traduction into music of the “esperanto”: different cultures and languages which mingle into a real thumbnail3musical Babele. There’s a lot of East culture in these 9 songs, especially in “Oasis” and in “Arabesque”. But also Southern United States’ jazz and mediterranean melodies. We are face to face with a complete fusion between free-jazz and arabic dances which play a lot with improvising and seduction. “Sweet Obsession” is the jewel of a well-played cd which is pleasant but too heavy in contents. The union itself of the music of the two opposite parts of the world has to be deeply understood before appreciating its originality. This cd goes beyond the multi-ethnical events and the jam sessions of musicians from all the world. Spontaneous and technical aspects together in a great new project. Wonderful clarinet: Gabriele Mirabassi.

Original Italian version on ROCKIT: http://www.rockit.it/album/9997/petringa-sabir

Review of a cd 12

ANDREA BUFFA

thumbnail2…in effetti c’ho molto da ridere

These seven songs have only a great pro: they are played and sung with passion. With that spirit which is the characteristic of the musicians with a natural and genuine approach to their early music. This demo is not a perfect one, as the texts are ordinary and the melodies similar one to the other. It’s difficult to memorize the rhythms and the chorus lines which is not so good for a folk cd. “Ombre della città” is the best song but it could have been better if it had been only in dialect. There’s much work to do, but Andrea Buffa has got a good potential.

Original Italian version on ROCKIT: http://www.rockit.it/album/10065/andrea-buffa-in-effetti-cho-molto-da-ridere