One Girl Band


Ascolta la canzone: WASTED
Ho sempre sognato di avere un gruppo. C’ho faticato dietro parecchio.

Ho suonato con due pseudo-gruppi. Due, tre prove al massimo per ciascun gruppo.

Ma ho ricevuto calci in faccia: non sai andare a tempo, sei stonata, le canzoni che scrivi sono cagate da adolescenti.

E poi i musicisti che non hanno mai tempo…

Io ho deciso di dedicare la mia vita alla musica.

A me le porte in faccia le hanno sbattute i miei coetanei, non dei grandi produttori o dei grandi musicisti…
Ma ce la posso fare da sola.
Questa è per chi non ha creduto e non crede in me.

WASTED

Life is getting me cold
I see no no no no truth
Life is getting me angry
I feel no no no no pity
when everybody is around
just there for appearance
when smiles are just a mask
and I perceive no feelings

I’m getting wasted

You can’t take me for a fool
I realized it ain’t no good
I’ve enough of hypocrites
Trading favors for friendship

I’m getting wasted

Life is getting me strong
but I’d change strength for love
Life is getting me dumb
I have no no no no love
when music is just a game
and you can’t see its power
when fame is what you need
and I perceive no patience

I’m getting wasted

You can’t take me for a fool
I realized it ain’t no good
I’ve enough of hypocrites
Trading favors for friendship

I’m getting wasted

Getting out of you, listening to the radio, I know it’s you, but I’m over now

Pasqua con chi vuoi…

Giornate di riflessione.
Tanto tempo libero.
Troppo.

La mente è costretta a fermarsi, ad affrontare argomenti che vorrei nascondere sotto il letto. Lavoro anche la Domenica di Pasqua e pure a Pasquetta. Mi rifugio in file da tradurre e dati da riordinare. Ma non posso più giocare a rimpiattino.

Quando il dolore ti entra nelle ossa diventi ipersensibile. Cogli ogni minima sfumatura. Sei irritabile, più permalosa…

E come me, le mie sorelle. Stessa situazione, stessa reazione. Parliamo più del solito in questi giorni. Quello che stiamo vivendo ci unisce e ci separa al contempo. Ma abbiamo la certezza di esserci l’una per l’altra.

Questo è il vero amore.

Fuori il mondo ci prende in giro. Ci sono pochi punti stabili. Punti che però diventano massi saldi a terra a cui ci aggrappiamo. Mentre tutto il resto si frantuma.

Negli ultimi due anni ho incontrato migliaia di volti. Tante maschere che piano piano sono cascate a terra. Ho sfiorato anime fatte di solo fumo.

Sentenzio.

Quando tocchi con mano la morte percepisci più nel profondo la vita stessa.

Ora non cado più. Mi chiudo tra le pareti del mio mondo. Non ho la forza di prendere altre fregature. Ho mal riposto troppa fiducia. Ho sorriso troppo per ricevere solo frasi di circostanza e amicizie part-time.

Incontrarsi, volersi bene, arrivare ad amarsi o diventare amici… Sono cose difficili da realizzarsi oggi. Siamo bombardati dai social-network ma non sento più il contatto…

Ora che affogo nel dolore, i miei occhi sono spalancati. Quando sprofondi, tutto ti è assolutamente più chiaro. Il bianco e il nero sono netti. Il bene e il male hanno confini definiti.

Sono la stessa ragazzina arrabbiata, con gli attacchi di panico e gli occhi tristi di dieci anni fa. Il babbo mi veniva a prendere a scuola dopo l’ennesima crisi e mi portava a Cortona con lui.

Ieri è stata la GiulAia a portarmi di nuovo a casa. Lì, tra le colline dove mi sento finalmente serena. Queste colline mi fanno stare bene.

Ilaria, non devi più essere qualcuno. Puoi disperderti nel nulla.
Puoi sapere fare tutto bene e nulla eccezionalmente. Basta che lo fai con dignità.
Devi essere la migliore per te stessa e per chi ti vuole bene.
Gli altri possono continuare a blaterale…
Non c’è bisogno di diventare una grande scrittrice o una famosissima cantante. Sono solo accessori…

La felicità è nelle piccole cose.

Nelle partite del babbo. Nelle chiacchierate con la GiulAia. Nei viaggi in treno verso Firenze con gli occhi chiusi dal sonno e la voglia di cappuccino e cornetto.

I’m slowly finding my way. Getting all trashes away. I know my strength is just my fragility.


Singing

non riesco a non cercare il suono
dietro un armadio, in garage, nel bagno
nell’atrio di un negozio chiuso
cerco gli echi ovunque
la mia voce che dalle corde vocali ritorna in gola
non ce la faccio a smettere di cantare
è parte di me, per quanto agli altri e a me stessa possa fare schifo la mia voce…

non so andare a tempo?
non sarò mai nessuno?
devo smettere di farmi distruggere dagli altri
non vi devo lasciare il lusso di ferirmi ancora
di portarmi all’autolesionismo
non esistete più per me
non cercatemi, non vi rispondo

Non più fango

Quando le strade diventano fiumi
e il cemento acqua limpida
anche il fango ritrova purezza.
Le nuvole rendono microscopica la città,
il cielo si abbassa sui tetti
e le gocce invadono l’aria.
Tutto è solo acqua adesso.
I motori si arrestano:
la pioggia è più forte di noi.
Tu ed io,
siamo solo acqua adesso.
Non più fango, solo purezza.

Words on my mind

Oggi non ho voglia.

Mi perdo nelle parole. Cerco di dipanarne i fili contorti, attorcigliati l’uno all’altro. Provo a dare ad ogni frase una propria collocazione nella realtà. Vorrei far aderire l’astratto delle sillabe all’imprecisione delle cose.

Scrivere mi viene naturale. Come parlare in inglese. Tutto il resto, invece, è estremamente complicato.

Le parole scorrono dritte dal cuore alla testa, senza filtro passano dalla mia anima all’aria, alla carta, alla tastiera del computer.

Come adesso… Scrivo di getto, senza connessione, senza logica, senza criteri narrativi.

La libertà delle parole è impagabile.

Le schwa mi risuonano nel palato e sono suoni che sento davvero miei. Y e J sono più dolci nelle mia bocca e per pronunciare il TH i denti fanno il solletico alla mia lingua.

L’inglese è la lingua in cui posso raccontarmi. Parlo e canto. L’inglese è la lingua della mia voce.

L’italiano è la lingua dei miei pensieri più profondi impressi sulla pagina bianca. Amo lasciare il segno. Lasciare un’impronta di me.

Oggi non ho voglia di correre. E allora non corro più.

Ho sentito sempre un grande peso sulle mie spalle. La responsabilità di rendere ogni secondo della mia vita un “momento produttivo”. Non devo sprecare nulla, non devo lasciare che il tempo scorra via senza averlo sfruttato al massimo. Seize the day, you know

Ho riempito ogni attimo della mia vita di parole. Quelle scritte, quelle parlate, quelle semplicemente lasciate roteare nella mia testa fino a diventare macigni pesanti.

Amo scrivere. Amo leggere.

Amo chi ama scrivere e leggere.

Ma vivo il dolore della scissione. Le parole non corrispondono al vero. La realtà non è così perfetta come un racconto, le relazioni umane non sono così belle come le lettere d’amore. Adoro l’imperfezione, sì, ma a volte è difficile vedere come i mondi che creo e che sono creati con le parole siano lontani anni luce dalla Terra.

Lotto per mostrare quanto di buono ho dentro, nascosto dietro gli occhi di ghiaccio, le gote che arrossiscono e i lunghi silenzi (in italiano!) che mi contraddistinguono.

Ho il mondo dentro da regalare.

Ma oggi non ho voglia di lottare.

Non ho voglia di sbattere contro i muri che le persone erigono davanti a sé. Non scalfirò mai le barriere di chi non ha i miei stessi sogni.

E allora oggi non corro.

Sogno il mio mondo. Sono sdraiata sull’erba di Central Park, sulla sponda del Reservoir che dà sul Guggenheim. Sento parlare in inglese tutto intorno a me. Scrivo pagine e pagine in italiano su un quadernetto comprato nell’Upper East Side.

Aspetto. Non ci sono traduzioni da fare. Non ci sono e-mail a cui rispondere. Non ci sono parole che desidero dagli altri e che non arrivano mai….

Ci sono io. E le mie parole. Solo io, solo le mie parole.

L’immaginazione, il cuore che batte per le realtà che creo nella mia testa. Le mie aspettative, non quelle degli altri.

Sono io a vivere di pura fantasia. Senza pressione e senza dover dimostrare nulla a nessuno.

Sono serena perché il mondo che creo è un mondo pulito, senza meschinità. È la serenità di chi è consapevole di vivere seguendo degli obiettivi sani.

Oggi non corro e assimilo due nuovi valori.

PAZIENZA

SPERANZA

Sto bene.

Aspetto e non inseguo più. Il mondo vero, lontano dalle mie parole, non mi capirà… Non tutti capiranno. Ma chi ha i miei stessi sogni dipanerà insieme a me i fili attorcigliati delle mie parole. Scriverà insieme a me il racconto più bello.

Scrivo queste mille parole confuse ascoltando un brano che è puro amore per le idee: The very thought of you

Perché io amo le idee, ciò che la mia mente fa indossare agli altri. Idee fatte di parole… Non sempre di verità.

Datemi la medaglia Fields per la matematica…

La seguente teoria è frutto di moltissimi secondi di ricerca, di “spremimento” di meningi e di consultazione di attendibilissime pagine di Wikipedia. L’assoluta oggettività di questa teoria risiede nel fatto che si applica solo a un singolo soggetto: io.
La teoria presenta queste PREMESSE:
1) al mondo siamo circa 6 miliardi, migliaio in più, migliaio in meno a seconda dell’alternarsi di tsunami, nubifragi, terremoti e guerre atomicheChinese Wedding
2) secondo le statistiche statunitensi, ci sono 7 donne per ogni uomo
3) la nazione più popolosa del mondo è, ma guarda un po’, la Cina con circa un miliardo e mezzo di abitanti
CONCLUSIONE:
La mia anima gemella è un cinese
COROLLARIO:
Appurato che l’uomo che finalmente mi completerà al 100% diventando il compagno della mia vita ha gli occhi a mandorla (cosa che non mi dispiace affatto, vista la mia proverbiale predilizione per i bassini mori) non mi resta che:
a) bazzicare per tutti i ristoranti cinesi di Arezzo. Puzzerò di fritto ma per amore si fa questo e altro
b) fare una puntatina a Prato
c) extrema ratio: andare in Cina e buttarmi sul primo cinese che incontro

Legge della probabilità assistimi!!!