Certo che con gli ultimi tre post ci sono andata pesa!!!!
Cioè… sono effettivamente una persona cupa, depressa, tetra, suicidal-addicted, però insomma…
Ci sono anche cose belle nella vita! (quella degli altri, naturalmente!!!! ahaha)
E una di queste sono i bambini!
Ari, ti voglio troppo bene! Mi hai cambiato la vita 🙂
everything remains the same
Mi sveglio. Solita lotta con lo specchio. Quattro biscotti con il tè. Accendo il computer. Al lavoro. Parole da tradurre, vocabolari da consultare. Leggo la posta. Nessun principe cibernetico che mi venga a salvare. Accendo la radio. Tre stazioni danno la stessa canzone. MTV propone lo stesso video per la decima volta da quando mi sono svegliata. Chiacchiere intorno a me di cui sono solo spettatrice. Un film su sky che ho già visto. Vado a letto e sogno che domani sarà diverso. Con la sicurezza che niente cambierà.
A 23 anni ho incontrato già la morte tante volte. L’ho sfiorata e l’ho vista negli occhi di mia madre. La vedo sempre. Ogni mattina. Ogni sera quando mi addormento nel lettone insieme a chi mi ha dato la vita e me l’ha tolta a suon di botte…
maman c’est juste pour toi:
https://ilariamontagni.com/wp-content/uploads/2008/11/mum.mp3
Io non so… voglio solo scappare
i-just-dont-know
(cliccate sul titolo della canzone e poi di nuovo sul titolo in blu, si apre una finestra con la song)
Ogni volta ricado. E ogni volta non so se ce la farò a riprendermi.
Il dolore è una specie di bestia dentro di me. A volte riesco a domarla, a volte mi sbrana, mi riduce in brandelli come adesso. Però ci convivo e ormai il dolore è mio. Il dolore sono io.
Anche questa volta non so come finirà. Se nel Pronto Soccorso a chiedere di nuovo aiuto, se con un coltello in mano, se con la macchina a 140 km/h contro un muro…
Io non so…
E ci sono di nuovo dentro fino al collo.
Quando tocchi il fondo, non ti vergogni più di niente e allora chiedi solo aiuto.
Ecco, sono qui a chiedervi una mano, cosciente del fatto che non so se questa volta ce la farò veramente…
I just don’t know
when this feeling has come
and when it will go
I just wanna go away
Just wanna be loved
And when the pain
is so deep in your soul
maybe it’s better to die
I just don’t know
when this feeling has come
and when it will go
I fall in love with the ideas
and then reality breaks them all
I’m asking for help
but maybe it’s better to die
I just don’t know
when this feeling has come
and when it will go
darkeyes
a dark-haired guy in the USA
I’ve tried to hide
the feeling I’m feeling inside
but nobody can make me feel like you do
I meet a lot of people you know
but
I’m lost in your eyes
I can’t forget those dark eyes
I’m lost in your eyes
I can’t forget those dark eyes
I don’t think of other guys
I’ve tried to hide
the feeling I’m feeling inside
I’d want more
but friendship can be enough
because just in this mess I’m living in
seeing you is a big relief
a big relief a big relief
I’m lost in your eyes
I can’t forget those dark eyes
I’m lost in your eyes
I can’t forget those dark eyes
I’m lost in your eyes
I can’t forget those dark eyes
My heart is frozen
you’re melting it
I’ve never had the will
to embrace someone
Intervista Paolo Bonacelli
C’è una frase in particolare che mi ha colpito di Paolo Bonacelli, il mitico zio di Johnny Stecchino: “Cosa significa rimanere puri? In realtà si scende sempre a compromessi, ogni giorno della nostra vita. Però l’importante è esserne consapevoli. Sapere che non si è poi così puri…”
Cazzo. Ogni giorno mi perdo nell’ambiguità di questo mondo di lustrini che celano la merda. Io che voglio sempre e solo il bianco e il nero. Io che non sopporto i discorsi lasciati a metà, le frasi dette e non dette, le ipocrisie… Io ci sono invischiata come tutti gli altri. Schiava della macchina dei media fatta di accordi tra agenzie, favori e “acosti”. Mi faccio schifo da sola.
http://www.playarezzo.it/play-notizie/play-interviste/165-paolo-bonacelli.html
GRANDISSIMI FUDO!!!!
A quasi un anno dalla loro esperienza a Play Campus, i Fudo Satellite ne hanno fatta di strada. Al di là della vittoria del Plug&Play che ha permesso loro di suonare al Pistoia Blues e al Metarock, Gabriele (chitarra, voce), Giacomo (chitarra), Luca (batteria) e Tommaso (basso) hanno raggiunto un primo obiettivo importante nella loro carriera musicale. Il 20 Aprile, infatti, esce in Italia il loro primo cd, Primitive, registrato prima del Play Festival ma prodotto e masterizzato negli ultimi mesi.
Un bel momento questo per i Fudo Satellite che con la UK Division Records tentano, rimanendo sempre con i piedi per terra -come tengono a precisare-, di vivere finalmente di sola musica.
http://www.playarezzo.it/play-notizie/play-diary/164-progetto-covered-i-fudo-satellite.html
Intervista agli Zen Circus per Play Arezzo
Grandi casini. Ci sono dei meccanismi di potere politico (e monetario quindi) davvero imperanti. Rivalità tra organizzazioni di spettacoli che però fanno capo alle giunte comunali. Anche solo con queste parole rischio di essere buttata fuori dal Play o, cosa ahimé probabile, pure denunciata…
Queste poche righe per giustificare il ritardo madornale della pubblicazione dell’intervista agli Zen Circus al Karemaski di Arezzo.
Karemaski? Fa parte di Italia Wave, odiato a morte (e non sto esagerando) dalla giunta di sinistra di Arezzo.
Consoliamoci con la simpatia e l’intelligenza degli Zen: http://www.playarezzo.it/play-notizie/play-interviste/163-the-zen-circus.html
Intervista ai QuartaDeriva
Oh! Mi piace fare queste interviste qui. Con i QuartDeriva e con i Fudo Satellite (prossimo martedì) mi sono trovata bene perché sono ragazzi della mia età, non spocchiosi, non corrosi da chissà quale smania di successo, della mia stessa città e con la mia stessa voglia di buttare via tutto questo schifo.
A voi la lettura!
http://www.playarezzo.it/play-notizie/play-diary/162-progetto-covered-i-quarta-deriva.html
Play Arezzo e Jerry Calà
Ecco l’intervista che ho fatto a Jerry Calà:
http://www.playarezzo.it/play-notizie/play-interviste/161-jerry-cala.html
Un personaggio ganzo, devo dire. Più che altro mi è piaciuto un sacco il fatto che metta la famiglia sempre al primo posto. Cosa molto rara in questo mondaccio…
TERRA
giorni come questi. giorni in cui non vivi veramente. magari stai tutto il giorno in casa. ti fissi davanti al televisore, cerchi di studiare o di finire il tuo progetto di lavoro. oppure esci, ma fai tutto automaticamente. passi davanti agli scaffali del supermercato reggendoti al carrello come fosse una tua protesi. neanche guardi la cassiera in faccia, apri il portafoglio e torni a casa. respiri.
poi però qualcosa ti desta. sei in piedi e qualcosa ti butta a terra. la faccia schiacciata al suolo. senti il sapore amaro di una terra che ti soffoca la gola. senti un contatto violento con il mondo. ti rendi conto che forse era meglio quell’apatia. era meglio essere semicoscienti.
non ti piace la vita vera.
preferisci la sopravvivenza.



